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venerdì 8 gennaio 2016

Quarto e M5S: tutta la storia

Quarto è un comune della Campania di 40000 abitanti, che è stato sciolto per camorra 3 volte negli ultimi anni. Alle ultime elezioni succede qualcosa di surreale: a causa di vizi di forma e di irregolarità 8 liste sono state escluse dal tribunale per le competizioni elettorali. 8 liste sia di centrosinistra che di centrodestra. A elezioni vanno il M5S e due liste civiche.

Ne risulta una vittoria facile facile per il M5S,con la nuova sindaco Rosa Capuozzo.



La vita del sindaco inizia però subito con degli strani dossier, mandati da un consigliere dell'opposizione a tutti i membri del consiglio comunale, che la accusano di abusi edilizi. Rosa Capuozzo chiama le autorità a casa sua, fà verificare l'abitazione e le misure, e si reca a sporgere querela per diffamazione. Su questa vicenda si parla spesso di “sindaco accusato di abuso”, ma in realtà non c’è alcuna accusa da parte della magistratura, neanche un’indagine in corso. L’accusa viene solo da un dossier anonimo.

Recentemente (14 dicembre) un consigliere della giunta, Giovanni De Robbio, viene espulso dal sindaco per aver ostacolato l'attuazione del programma. 9 giorni dopo si scopre che questo consigliere è sotto inchiesta per essere stato eletto con voti camorristi, e tramite un intercettazione si scopre che il clan Polverino l’ha fatto eleggere per ottenere in cambio favori ben chiari: un assessore in giunta, una nomina per il cimitero comunale per un amico (figlio di un dirigente del PD), l’appalto dello stadio. L’intercettazione è illuminante, l’esponente del clan dice: “o ci danno l’assessore o faremo cadere la giunta”.

Di tutto quello che si sa dalle intercettazioni, il consigliere comunale eletto coi voti della camorra non ottiene nulla. Ne l’assessorato, ne il cimitero, ne lo stadio. Per ottenerli era arrivato anche a ricattare il Sindaco Capuozzo, motivo per il quale è indagato anche per estorsione. Ma anche così, tutto cio che ottiene è l’espulsione. Il sindaco Capuozzo viene accusato di non aver denunciato l’estorsione, ma lei ha spiegato che non si è manifestata una minaccia tale da configurare un reato penale, ma solo pressioni di tipo politico.

Tutta questa vicenda si scopre il 20 dicembre. La notizia esce sui giornali, il PD attacca, il M5S si difende. 2 giorni fa, la notizia riesce sui giornali. Ci sono state novità? No. Le notizie sono sempre le stesse, nessuno sviluppo, però il PD riattacca, i giornali ridanno le notizie. Gli opinisti si scatenano. Evidentemente le vacanze natalizie non erano un buon momento per aver l’attenzione mediatica necessaria per spostare gli equilibri elettorali. Ma si sà, gli attacchi politici del partito democratico sono così fantastici da influenzare anche il tempo e lo spazio.

Ecco che inizia la nuova campagna di fango sui media nazionali “Quarto da sciogliere per mafia” “M5S uguale o peggio degli altri”.

In realtà la situazione è chiara (a meno di nuovi sviluppi) e il M5s non ne esce male: un clan camorrista che non aveva nessun appoggio storico alle elezioni (per via della decizione del Tar di escludere quasi tutte le liste) è stato costretto a buttarsi sull’unico candidato possibile: il M5S.

Grazie ai voti che controllava, il clan camorrista è riuscito così a far eleggere una persona nel consiglio comunale per avere dei favori. Non è impossibile, se controlli molti voti, far eleggere una persona in un movimento dove la candidature sono aperte a tutti (una volta superati i requisiti di incensuratezza che richiede il m5s). Il punto è che la camorra ha infiltrato il movimento, ma non l’ha controllato. Basti pensare a quello che è successo a Roma, dove la mafia di Buzzi aveva infiltrato il consiglio e la giunta, ma era anche riuscita a ottenere moltissimi appalti (sui rifiuti, su emergenza case, sui campi Rom, etc). Eppure in quell’occasione, nonostante i favori continui fatti alla mafia il PD ha difeso costantemente il sindaco Marino, fino a cacciarlo per altri poco chiari motivi (dissero che si era rotto un fantomatico “rapporto coi cittadini”).

Nel caso di Quarto invece, il consigliere che la camorra ha infiltrato non è riuscito a ottenere nulla, al punto da essere costretto a ricorrere al ricatto (e forse all’estorsione) nei confronti del sindaco, sbattendo però contro un muro.

Ecco la differenza tra un partito corrotto e un movimento sano: in entrambi la camorra può infiltrarsi, ma nel primo ottiene risultati, nel secondo trova muri.

Fonte: lantigiornalista