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lunedì 15 aprile 2019

L'auto elettrica inquina meno in ogni caso

La strada da percorrere per una mobilità sostenibile è sicuramente ancora molto lunga ma la mobilità elettrica va nella giusta direzione.
 
Uno studio realizzato da un gruppo della Northwestern University dimostra che l'auto elettrica inquina in ogni caso notevolmente meno ai mezzi con motore a combustione interna.
 
Purtroppo è un opinione diffusa, che lo sviluppo dell’e-mobility, con un mix energetico in cui prevalgono le fossili, non apporti alcun beneficio alla lotta contro l’inquinamento atmosferico. Un mito che Jordan Schnell e i suoi colleghi della Northwestern, hanno sfatato su : ScienzeDirect
 
Per quantificare le differenze tra i due tipi di veicoli, i ricercatori hanno utilizzato un algoritmo di rimappatura delle emissioni e modelli simulativi della qualità dell’aria. Con questi strumenti hanno analizzato da vicino due degli inquinanti legati ai trasporti leggeri su strada: ozono e particolato. Si tratta di due elementi in grado di innescare una varietà di problemi di salute, come l’asma, l’enfisema e la bronchite cronica. Per tenere pienamente conto della complessità delle modifiche chimiche dello smog, il team dell’inquinamento atmosferico, i ricercatori hanno preso in considerazione diverse variabili, dai tassi di adozione dei veicoli elettrici all’attuale mix energetico, dalle posizioni geografiche alle varie stagioni e orari del giorno.
 
“In tutti gli scenari, abbiamo riscontrato che più automobili passano all’alimentazione elettrica, meglio è per i livelli dell’ozono estivo”, ha affermato Schnell. “A prescindere da come viene generata l’energia, più automobili a combustione si eliminano, migliore è la qualità dell’aria”. Il particolato, invece, risulta diminuire l’inverno, ma mostra anche una maggiore variazione in base alla posizione e al modo in cui è stata generata l’energia. Le località con maggiore contributo del carbone, ad esempio, possono registrare un aumento durante l’estate. Le aree dove l’apporto delle fonti rinnovabili è maggiore registrano invece forti cali. Da sottolineare che lo studio riguarda solo gli Stati Uniti ma il modello sviluppato è applicabile anche in altri Paesi.
 
 

domenica 24 marzo 2019

Basta al consumo di suolo!

Video girato tra i Comuni di Capriate San Gervasio e Brembate dove si evidenzia un consumo di suolo forse inutile. 
Interi parcheggi costruiti ben 10 anni fa (2009) e ancora chiusi.

L'unico piccolo parcheggio accessibile è inoltre spesso deposito di rifiuti e molte auto vengono parcheggiate anche fuori dagli spazi procurando parecchi disagi a chi deve parcheggiare.



sabato 2 marzo 2019

BASTA CEMENTO E CATRAME

Oggi abbiamo mandato una PEC a Società Autostrade per l'Italia e in copia alla Regione Lombardia e al Comune di Capriate San Gervasio per chiedere come mai mai a distanza di anni ancora non si possa utilizzare parte del parcheggio per l'autostradale sito tra Capriate San Gervasio e Brembate costringendo pendolari, studenti e vari cittadini a parcheggiare con molta difficoltà nella piccola parte accessibile!

Crediamo, inoltre  e pensiamo che sia chiaro a tutti, che sarebbe bastato molto meno consumo di suolo lasciando più verde evitando questa bruttura!

Basta distruggere intere aree verdi con cemento e asfalto senza pensare al futuro del nostro ambiente e basta al consumo di suolo!
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venerdì 1 marzo 2019

Dissesto idrogeologico: 11 miliardi di euro in tre anni

Sono quattro le parole chiave di questa rivoluzione: prevenzione, emergenza, manutenzione e semplificazione. Su questi punti chiave diamo vita a un massiccio riordino delle norme e delle risorse che mai nessun partito o forza di Governo fino ad oggi si è preoccupato di portare ad unità.

Lo stanziamento è di circa 11 miliardi per il triennio 2019-2021 ma la strategia del piano guarda lontano, fino al 2030, segno che nella tutela e nella crescita del Paese investiamo con coraggio. Non solo: non c’è dubbio che in questo modo daremo un forte impulso allo sviluppo del nostro mercato del lavoro perché, come evidenzia il Cresme, un miliardo di euro speso in grande opere genera occupazione per 500 persone, lo stesso miliardo speso in ristrutturazioni, riqualificazioni, tutela del territorio, dissesto idrogeologico e in generale nell’economia green ne produce 13.000, circa 25 volte tanti.

Entro fine aprile sarà definito un piano con le opere urgenti che potranno essere completate già entro il 2019, con un budget a disposizione di circa 3 miliardi di euro.