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sabato 25 luglio 2020

PLASTIC FREE: ASPETTANDO RISPOSTE

In questi giorni nel parchetto di zona San Siro a Capriate San Gervasio si stanno installando dei nuovi giochi per bambini, come gruppo ci chiediamo se è stata rispettata la mozione Plastic Free che il nostro gruppo aveva presentato il 27 novembre 2019 grazie al sostegno della lista Una Comunità per Tutti dove, la stessa mozione era passata all'unanimità tra gli applausi di tutti i presenti.

Purtroppo, invece, ci sembra di capire invece che i giochi che si stanno installando siano in polietilene (plastica) e acciaio!

Qui la nostra mozione: https://tinyurl.com/yxksmzg8


Il tema dell’inquinamento da plastiche è sempre più dibattuto ed è quanto mai attuale, si stima, infatti, che a livello globale i materiali di plastica rappresentino il 60-80 per cento di tutti i rifiuti marini e che sulle spiagge questi costituiscano circa il 90 per cento del totale. È quindi urgente e necessario rimodulare il concetto stesso di produzione e consumo dei beni partendo da una riprogettazione dei prodotti con il duplice obiettivo di tutelare l'ambiente e garantire le caratteristiche necessarie a massimizzare il riutilizzo, la riparazione e il riciclaggio.

È facile capire che incentivare l'installazione di attrezzature per gli spazi gioco pubblici realizzate con materiali plastici certificati che provengano dal riciclo dei rifiuti, oltre alla valenza ambientale, ha anche una importante valenza educativa: far riflettere le bambine e i bambini, fin dalla tenera età, insieme alle loro famiglie sull'importanza del rispetto per l'ambiente, del riciclo e del riutilizzo, è il primo e forse il più importante mezzo per promuovere quella forte spinta culturale di cui, anche su questo tema, abbiamo bisogno.

lunedì 24 febbraio 2020

Mappa Alberi Monumentali - 2330 Alberi

Reddito di cittadinanza, partono i Progetti Utili alla Collettività (PUC)

Possono partire i PUC, i Progetti Utili alla Collettività che i beneficiari del Reddito di cittadinanza sono tenuti a svolgere nel proprio Comune di residenza per almeno 8 ore settimanali, aumentabili fino a 16.


A seguito della pubblicazione, sulla Gazzetta Ufficiale n. 5 dell’8 gennaio 2020, del Decreto ministeriale del 22 ottobre 2019 che definisce forme, caratteristiche e modalità di attuazione dei PUC, il Decreto ministeriale del 14 gennaio 2020 stabilisce, su proposta dell’INAIL, il premio speciale unitario per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dei soggetti impegnati nei PUC. A tal fine, sulla Piattaforma GePI dal 22 febbraio sarà attivata una nuova funzione che consente ai Comuni di caricare sia i progetti messi in campo, sia l’elenco dei beneficiari Rdc per i quali deve essere aperta la copertura assicurativa.

Si ricorda che sono tenuti ad offrire la propria disponibilità allo svolgimento dei PUC i beneficiari del Reddito di Cittadinanza che abbiano sottoscritto un Patto per il Lavoro o un Patto per l’Inclusione Sociale, pena la decadenza dal beneficio. La partecipazione ai progetti è facoltativa per le persone non tenute agli obblighi connessi al Reddito di Cittadinanza, che possono aderire volontariamente nell’ambito dei percorsi concordati con i servizi sociali dei Comuni/Ambiti Territoriali.

Oltre a un obbligo, i PUC rappresentano un’occasione di inclusione e crescita per i beneficiari e per la collettività:

per i beneficiari, perché i progetti saranno strutturati in coerenza con le competenze professionali del beneficiario, con quelle acquisite anche in altri contesti ed in base agli interessi e alle propensioni emerse nel corso dei colloqui sostenuti presso il Centro per l’impiego o presso il Servizio sociale del Comune;

per la collettività, perché i PUC dovranno essere individuati a partire dai bisogni e dalle esigenze della comunità locale e dovranno intendersi come complementari, a supporto e integrazione rispetto alle attività ordinariamente svolte dai Comuni e dagli Enti pubblici coinvolti.

Per saperne di più vai alla pagina PUC nella sezione Rdc Operatori dove, oltre alle norme, sono a disposizione le slide di approfondimento e la lezione interattiva.


lunedì 28 ottobre 2019

𝗣𝗥𝗢𝗣𝗢𝗦𝗧𝗔 𝗙𝗢𝗥𝗘𝗦𝗧𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗨𝗥𝗕𝗔𝗡𝗔

Questa mattina abbiamo inviato al Sindaco di Capriate San Gervasio, a tutta la maggioranza e a tutto il gruppo di opposizione questa nostra proposta per la forestazione urbana con allegato uno studio dell'Istituto di Biometeorologia del CNR con la classifica delle migliori piante adatte all’assorbimento di CO2 e fitorigenerazione di inquinanti presenti nel suolo, nell’acqua e nell’aria.

𝙇𝙖 “𝙛𝙤𝙧𝙚𝙨𝙩𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙪𝙧𝙗𝙖𝙣𝙖”𝗲̀ 𝙡𝙖 𝙙𝙞𝙨𝙘𝙞𝙥𝙡𝙞𝙣𝙖 𝙘𝙝𝙚 𝙨𝙞 𝙤𝙘𝙘𝙪𝙥𝙖 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙤 𝙨𝙩𝙪𝙙𝙞𝙤 𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙤 𝙨𝙫𝙞𝙡𝙪𝙥𝙥𝙤 𝙙𝙚𝙡 𝙫𝙚𝙧𝙙𝙚 𝙣𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙖𝙧𝙚𝙚 𝙪𝙧𝙗𝙖𝙣𝙚 𝙚 𝙘𝙝𝙚 𝙫𝙞𝙚𝙣𝙚 𝙧𝙞𝙘𝙤𝙣𝙤𝙨𝙘𝙞𝙪𝙩𝙤 𝙘𝙤𝙢𝙚 𝙢𝙚𝙩𝙤𝙙𝙤 𝙚𝙛𝙛𝙞𝙘𝙖𝙘𝙚 𝙚 𝙨𝙥𝙚𝙧𝙞𝙢𝙚𝙣𝙩𝙖𝙩𝙤 𝙘𝙤𝙣𝙩𝙧𝙤 𝙡’𝙞𝙣𝙦𝙪𝙞𝙣𝙖𝙢𝙚𝙣𝙩𝙤 𝙖𝙩𝙢𝙤𝙨𝙛𝙚𝙧𝙞𝙘𝙤.

Le piante, per natura, sono in grado assorbire CO2 e depurare l’aria circostante da diverse sostanze inquinanti. Sono degli strumenti che l’ambiente ci offre per mitigare il microclima e l’impatto delle emissioni che alterano il clima, eccessivamente alte in città. La fotosintesi clorofilliana permette alle piante di assorbire anidride carbonica e immettere nell’aria nuovo ossigeno, le foglie delle piante assorbono e degradano le molecole inquinanti (come monossido di carbonio e ozono) e fungono da filtro per le polveri sottili. Inoltre, la predisposizione di aree verdi aiuta a combattere l’effetto isola di calore, un altro problema tipico dei centri urbani che comporta l’innalzamento della
temperatura.

𝗹'𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮 𝗲̀ 𝘁𝗿𝗮 𝗶 𝗽𝗲𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗶 𝗣𝗮𝗲𝘀𝗶 𝗲𝘂𝗿𝗼𝗽𝗲𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗹'𝗶𝗻𝗾𝘂𝗶𝗻𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗮𝘁𝗺𝗼𝘀𝗳𝗲𝗿𝗶𝗰𝗼, “Il rapporto annuale sulla qualità dell’aria redatto dall’Agenzia Europea per l’ambiente (Aea) non lascia scampo: la situazione italiana è insostenibile. Lo raccontano i numeri. L’Italia è il primo paese nell’Unione Europea per decessi prematuri dovuti a concentrazioni elevate di ozono e biossido di azoto, il secondo invece per quanto riguarda il particolato fine PM 2,5. Un conto salatissimo, che è costato all’Italia più di 76 mila morti. Una vera e propria guerra. Per questo non può bastare il calo italiano ed europeo registrato rispetto all’ultimo report. I 19 mila decessi in meno sono perciò ancora pochi: serve uno sforzo maggiore. I cosiddetti Green New Deal, di cui tanto si parla in Italia e in Europa, devono fare di più. Ne va soprattutto della qualità dell’aria e della salute dei cittadini, di oggi e di domani.

𝗨𝗻 𝘁𝗿𝗶𝘀𝘁𝗲 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮𝘁𝗼 𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗲𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘃𝗲𝗱𝗲 𝗶𝗻 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗰𝗼𝗹𝗮𝗿𝗲 𝗿𝗮𝗴𝗴𝗶𝘂𝗻𝗴𝗲𝗿𝗲 𝗽𝗶𝗰𝗰𝗵𝗶 𝗲𝗹𝗲𝘃𝗮𝘁𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗹𝗮 𝗽𝗶𝗮𝗻𝘂𝗿𝗮 𝗽𝗮𝗱𝗮𝗻𝗮 𝗻𝗲𝗹 𝗰𝘂𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝘀𝘁𝗼 𝘀𝗶 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗼𝗰𝗮 𝗶𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗖𝗮𝗽𝗿𝗶𝗮𝘁𝗲 𝗦𝗮𝗻 𝗚𝗲𝗿𝘃𝗮𝘀𝗶𝗼.
Alla luce dei dati allarmanti per la salute pubblica causati dall’inquinamento atmosferico, appare, se non indispensabile, quantomeno opportuno 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝗺𝗽𝗲𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗲 𝗶𝗹 𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼𝗿𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝘃𝗲𝗿𝗱𝗲 della città con l’esigenza, non procrastinabile, della lotta all’inquinamento.

Qui sotto la nostra proposta completa:


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