- IL 22 OTTOBRE VOTIAMO SÌ AL REFERENDUM VOLUTO DAL M5S PER LA LOMBARDIA -

sabato 25 febbraio 2017

Gazzetta dell'Adda del 25 febbraio 2017 - Pagina Capriate San Gervasio

IL PERSONAGGIO
Regista capriatese pronta al debutto a Milano Il personaggio.
Adalgisa Vavassori, 31 anni, porterà in scena venerdì al Menotti «The hard way to understand each other».

Con il suo spettacolo ha vinto il «Scintille» e il Premio nazionale giovani realtà nel 2016. Diplomata all’Accademia Filodrammatici e allieva di César Brie, ha lavorato per quattro anni tra Italia e Argentina. Nel 2013 è stata cofondatrice di Teatro Presente.
Venerdì sarà il giorno del debutto, con la sua compagnia «Teatro Presente» che porterà in scena alle 20.30 al «Menotti» di Milano, «The hard way to understand each other», in italiano «C’è una difficoltà a capirsi».
Regista e ideatrice del progetto è Adalgisa Vavassori, una capriatese 31enne che ha fatto del teatro la sua vita.
«Ho frequentato il Nizzola di Trezzo ed è lì che ho cominciato a fare teatro - ha raccontato Adalgisa - Per tre anni ho seguito il corso del Teatro Prova di Bergamo, poi sono andata all’Accademia Filodrammatici di Milano».
Adalgisa si è diplomata all’accademia milanese nel 2009...


VOLONTARIATO
Dopo otto anni, cambio al timone dell’Avis.
Tullio Gambirasio è il nuovo presidente. Prende il posto di Franco Magni.

Cambio al timone dell’Avis. Dopo otto anni, la presidenza del sodalizio passa da Franco Magni che ha guidato l’associazione per un doppio mandato e non era più rieleggibile, a Tullio Gambirasio.
Già membro del Consiglio direttivo e referente per la zona 11, cioè dei sedici Comuni che gravitano attorno all’ospedale di Zingonia, Gambirasio, 65 anni, è un avisino di lungo corso essendo iscritto al sodalizio dall’ormai lontano 1988. L’elezione del nuovo presidente è avvenuta venerdì della scorsa settimana...


CULTURA
Enzo Galbiati «incontra» Dante Alighieri.
Con il ciclo di lezioni «Diverse voci...» all’oratorio di San Gervasio.

Quattro incontri all’insegna di Dante.
Sono quelli del ciclo «Diverse voci fanno dolci note» che si terrà da 17 marzo al 7 aprile nella sala della comunità dell’oratorio di San Gervasio. Gli incontri, organizzati dal gruppo Amiche e amici della filosofia nell’ambito di Ztc Eventi, proporranno letture dantesche con recitazione e musica a cura di Enzo Galbiati...


EVENTI
Carnevale «unico» per tre le parrocchie.

Un Carnevale «unico» per le tre parrocchie.
E’ quello che è in programma domani, domenica, con «Carnevale Insieme» quando i gruppi delle parrocchie, quella di Capriate, quella di Crespi e quella di San Gervasio, si troveranno per festeggiare in maschera. A ospitare la festa sarà l’oratorio di San Gervasio...


SOLIDARIETÀ
In scena per aiutare don Ramon Mangili.
Spettacolo di beneficenza a Dalmine per la compagnia La Favolosa.

Continua in città la gara di solidarietà per aiutare don Ramon Mangili, il sacerdote capriatese, parroco della chiesa di San Giovanni battista in Pile, L'Aquila, che si sta occupando di dare un letto e un pasto caldo a chi ha perso tutto in seguito al terremoto che ha colpito il Centro Italia. Nelle scorse settimane gruppi di privati cittadini e la parrocchia di Capriate hanno dato vita a varie iniziative per raccogliere fondi in favore di don Ramon e ora è scesa in campo anche la compagnia teatrale dell'oratorio, La Favolosa...

http://www.amicidibeppegrillocapriatesangervasio.it/

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venerdì 24 febbraio 2017

Territoriale di febbraio 2017

Lunedì 27  febbraio il nostro gruppo (Amici di Beppe Grillo Capriate San Gervasio) si incontra con Solza, Terno d'Isola e Filago. Sono invitati anche tutti i simpatizzanti del movimento dei rispettivi paesi.


Vi aspettiamo lunedì 27 febbraio al bar FUORI ONDA del centro commerciale Onda in via Giovanni XIII, 4, Capriate San Gervasio, BG
DALLE ORE 20.30 ALLE 23.30


P.S.: visto che l'incontro si tiene in un bar è d'obbligo una consumazione.



martedì 21 febbraio 2017

Raee, il ritiro gratuito dei piccoli rifiuti elettronici è legge ma ancora molti non lo sanno

Appena il 18% degli italiani riconosce correttamente i Raee per quelli che sono (Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche), eppure la «percezione sul grado di rischio di queste apparecchiature appare elevata, anche tra chi non le conosce (livello medio di pericolosità pari a 8,7 su 10), per le conseguenze dannose che il mancato trattamento può avere sul suolo, sull’aria e sull’acqua, e per la presenza di sostanze inquinanti contenute in alcuni componenti, in base al parere di chi le considera pericolose».


I risultati della ricerca realizzata da Ipsos Italia (attraverso 2.121 interviste) per Ecodom e Cittadinanzattiva sui comportamenti degli italiani nella gestione dei Raee, presentata oggi a Roma, mostrano chiaramente quanto ancora sia urgente lavorare sulla buona comunicazione per realizzare un’altrimenti impensabile corretta gestione dei rifiuti.

Rispetto alla precedente indagine effettuata da Ipsos per Ecodom nel 2011, i cittadini «riconoscono di avere le principali responsabilità degli scarsi risultati di raccolta dei Raee (in media il 35%)», anche se – da quanto emerso durante le interviste – in merito alle modalità di dismissione «prevalgono i comportamenti virtuosi, nel 60% dei casi tramite il ricorso alle società di igiene urbana e nel 9% dei casi tramite i negozianti, ma le cattive abitudini di conferimento pesano ancora il 17%»

«La conoscenza dei Raee e la consapevolezza dell’importanza della loro raccolta differenziata – dichiara Giorgio Arienti, direttore generale Ecodom – sono ancora poco diffuse tra gli Italiani. Nelle nostre case ci sono moltissime apparecchiature non utilizzate o non funzionanti, soprattutto di piccole dimensioni, per il cui conferimento la distribuzione ha ancora un ruolo secondario. Il ritiro ‘uno contro zero’ è pressoché sconosciuto, sebbene se ne intuiscano le potenzialità per quanto riguarda l’incremento della raccolta: perciò il Consorzio, che nel 2016 con 95 mila tonnellate ha gestito il 33% del totale dei Raee del Sistema Raee italiano, continuerà a lavorare per far conoscere questo importante servizio gratuito».

In particolare, a distanza di otto anni dall’entrata in vigore la conoscenza del decreto uno contro uno «mostra un sensibile incremento rispetto al 2011 (+13%), ma solo il 30% del campione dichiara di conoscerlo in modo approfondito», mentre la «notorietà del decreto uno contro zero è ancora piuttosto contenuta (18%)».

Cosa prevede dunque la normativa? Il decreto “uno contro uno” – è stato ricordato – da giugno 2010 obbliga i venditori di prodotti elettrici ed elettronici al ritiro gratuito dell’apparecchiatura dismessa a fronte dell’acquisto di un nuovo prodotto equivalente, e dal nuovo decreto “uno contro zero”, che da aprile 2016 prevede la consegna gratuita dei Raee di piccole dimensioni (inferiori a 25 cm) presso i punti vendita con superfici superiori a 400 mq (il servizio è facoltativo per i negozi più piccoli) senza alcun obbligo di acquisto.

Da:  http://www.greenreport.it


sabato 18 febbraio 2017

Gazzetta dell'Adda del 18 febbraio 2017 - Pagina Capriate San Gervasio

URBANISTICA
Leolandia e Crespi, riunione fiume in Regione I flussi di traffico sotto la lente d’ingrandimento.
Urbanistica Operatori, funzionari e Comuni procedono a marce forzate per definire gli accordi di programma.

Più il traffico delle volumetrie.
E’ su questo aspetto che si è concentrata maggiormente l’attenzione nel corso dell’incontro fiume che ha visto confrontarsi in Regione i funzionari dell’ente, gli operatori dei due progetti di sviluppo che interesseranno il parco di divertimenti di Leolandia e la riqualificazione della fabbrica di Crespi, e le delegazioni dei Comuni di Capriate e di Brembate.
L’incontro è durato sei ore e ha riguardato i due sviluppi soprattutto dal punto di vista del traffico.
Un aspetto particolarmente sentito sia dall’Amministrazione di Capriate, sia da quella di Brembate...


SPACCIO
Droga nascosta nel cestino dei rifiuti. Arrestato un 32enne in via XXV Aprile.

Nascondeva la droga in un cestino dei rifiuti, ma i carabinieri lo hanno «pizzicato» lo stesso.
I guai per Y.B. un marocchino di 32 anni, ufficialmente residente a Bolzano, sono iniziati martedì pomeriggio della scorsa settimana quando il nordafricano è stato preso in flagrante dai carabinieri di Villa d’Almè che lo hanno arrestato e portato nel carcere di via Gleno a Bergamo...


LAVORI
Compensazione A4.
Al via i lavori, Capriate attende.

Ruspe e tecnici al lavoro lungo l’alzaia a Trezzo.
Sono finalmente iniziati i lavori per le opere di compensazione ambientale per la quarta corsia dell’A4.
Per il momento l’intervento sta interessando il territorio del Comune di Trezzo nell’area del Parco Adda Nord, ma a Capriate sperano di vedere presto anche in città l’avvio dell’intervento che interesserà via Privata Crespi, la strada che, dal centro cittadino porta al Villaggio Operaio...


EDUCAZIONE
Judo, i ragazzi lo praticano a scuola.

Il corso, terminato pochi giorni fa, è stato promosso dalla polisportiva.
La palestra della scuola elementare «Manzoni», come il Kodokan di Tokyo.
Dalla fine di novembre alla metà di febbraio le lezioni di educazione fisica per i ragazzi di quinta elementare sono state molto diverse dal solito. Invece di praticare pallavolo o basket, infatti, i ragazzi hanno seguito un corso di judo, promosso dalla Polisportiva e portato avanti dal maestro del Judo Coral, Gregorio Imperatore e dai suoi collaboratori Nicola Colombo e Carlo Scotti...


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10 motivi per usare l'open source a scuola

Cos'è il software libero e perché proporlo a scuola? Oltre alla definizione, sono proposte 10 buoni ragioni per sostenere tra i banchi il software libero e open source.


Purtroppo tra i banchi di scuola alla domanda “Quanti di voi conoscono il software libero?” le mani che si alzano sono sempre troppo poche, non sempre per colpa degli studenti. Partiamo quindi dallo specificare che il software libero non è il software gratis. Libero si riferisce alla libertà di usare il programma (da cui ne discende spesso la gratuità), di studiare come è stato scritto visto che le righe di codice che lo compongono sono pubblicate e possibili da consultare, di migliorare il software contribuendo a correggere eventuali difetti o a integrare con nuove funzioni e a ridistribuire, ovvero “passare” il programma a qualcuno affinché questi lo possa installare sul suo computer. Tutte libertà che non si hanno con il software proprietario. Ma perché preferire software libero a scuola? 10 ragioni possono bastare?

1. Software libero è consapevolezza
. Ci si lamenta spesso di quanto i ragazzi oggi usino app, Rete, tablet senza avere la minima cognizione degli strumenti che sono diventati parte integrante delle loro giornate. L'open source aiuta a comprendere come nascono i software, come si evolvono e quanto siano necessarie conoscenze, competenze, impegno per usarli al meglio.

2. Software libero è libertà digitale. Non possiamo permetterci di crescere i ragazzi nutrendoli con programmi e app che danno assuefazione e che non consentono loro una vera scelta dello strumento migliore da usare. Tanto per fare un esempio: se i ragazzi in classe useranno solo Microsoft Office cresceranno pensando che Excel sia sinonimo di foglio di calcolo e non sapranno utilizzare altro che quello.

3. Software libero è collaborazione
. Spiegare come nasce un progetto open source significa far comprendere l'importanza del lavorare insieme, unire le forze, collaborare per veder crescere un progetto comune. Software libero non è individualismo ma lavoro collettivo.

4. Software libero è condivisione. Lo scambio di conoscenze e competenze è uno dei valori più forti alla base del software libero. Il mettere in comune una cosa che si conosce al fine di trovare nella comunità qualcuno che possa arricchirci con qualcosa che non sappiamo è una delle opportunità più grandi che i ragazzi dovranno saper cogliere in futuro.

5. Software libero è inclusione. L'adozione di open source a scuola non può riuscire senza un'adeguata formazione di insegnanti e studenti, in un processo di inclusione che non lascia indietro gli insegnanti “meno digitali”, gli studenti che hanno un pc vecchio e non hanno un tablet di ultima generazione, i genitori che hanno così l'opportunità di “digitalizzare” i ragazzi senza spendere un patrimonio.

6. Software libero è creatività. Per questa ragione è sufficiente riportare le parole di Renzo Davoli dell'Università di Bologna: “Occorre ripensare all'intero processo educativo: non possiamo permetterci di perdere la creatività delle giovani generazioni; è un tesoro troppo prezioso. In tutto questo il software libero c'entra”. C'entra proprio perché programmazione è creatività e vedere il codice scritto da altri e sforzarsi di trovare soluzioni che possano migliorarlo sviluppa la creatività.

7. Software libero è educazione. Educare alla legalità è un bisogno primario, soprattutto a scuola. Avere in aula multimediale software pirata come purtroppo spesso accade nelle scuole non è certo il miglior modo di dare il buon esempio.

8. Software libero è risparmio. Questa che alcuni potrebbero immaginare come la ragione primaria non è invece la più importante. Lo diventa nel momento in cui i fondi risparmiati in acquisto di licenze di software proprietari si reinvestono in formazione per studenti, genitori e insegnanti.

9. Software libero è rispetto delle norme. Essendo la scuola una pubblica amministrazione, anche questa dovrebbe rispettare le norme contenute nel Codice dell'Amministrazione Digitale e in particolare quella che impone di scegliere, a parità di qualità, software in riuso o libero rispetto al proprietario. Norma spesso disattesa, purtroppo, si sa.

10. Software libero è coraggio. Insegnare ai ragazzi il coraggio della libertà di essere liberi, di poter scegliere una strada diversa da quella che magari segue, in modo insensato, la massa è fondamentale.


Tratto da un articolo di di Sonia Montegiove presidente LibreItalia



martedì 14 febbraio 2017

Tutti gli effetti del CETA su ambiente e salute

Domani l’UE vota l’accordo di libero scambio con il Canada: aprirà le porte agli arbitrati internazionali, favorendo enormemente gli investitori.


L’approvazione del CETA metterà all’angolo gli stati europei dando pieni poteri alle multinazionali d’oltreoceano. L’accordo sul libero scambio con il Canada che l’UE voterà domani potrebbe avere conseguenze devastanti per l’ambiente e la salute dei cittadini europei, la cui voce sparirebbe tra i corridoi dei tribunali per gli arbitrati internazionali. A fare chiarezza nel dedalo di formule legali e commi di cui è costituito l’accordo ci pensa Corporate Europe Observatory (CEO), organizzazione no-profit che monitora i meccanismi di lobbiyng e i rapporti con le multinazionali delle istituzioni del continente. E lo fa con un report, pubblicato oggi, che parte da un caso reale: quello della miniera d’oro di Rosia Montana.


La miniera d’oro di Rosia Montana

CEO prova a mettere nero su bianco quello che potrebbe succedere dopo l’approvazione del CETA in tutti quei casi in cui le proteste dei cittadini contro maxi progetti dal controverso impatto ambientale riescono a bloccare l’azione dei governi, ma lasciano contenziosi aperti con le grandi compagnie che li portano avanti. Il caso di Rosia Montana, paesino della Romania, è emblematico. Si trova sopra a quella che l’azienda canadese Gabriel Resources vorrebbe trasformare nella più grande miniera d’oro d’Europa, grazie alle centinaia di tonnellate di metallo prezioso presenti nelle viscere delle montagne della Transilvania.
Un piano che fin da subito ha destato timori per l’inquinamento da cianuro, sostanza largamente usata nell’attività estrattiva, e per la deforestazione. Nei 16 anni di vita prevista della miniera verrebbero impiegate 240mila t di cianuro, di cui 130 kg verrebbero immessi ogni giorno in atmosfera. E minaccia, oltre al disastro ambientale, anche una perdita culturale irreparabile, visto che per tirar fuori l’oro i minatori dovranno demolire gallerie di epoca romana, un pezzo di storia del paese.


Cosa succederà con il CETA

Dopo 16 anni di proteste (che avevano ottenuto rilevanza nazionale nel 2013, proprio come quelle contro la corruzione di queste settimane), gli abitanti hanno convinto il governo a bloccare tutto. Ma Gabriel Resources ha fatto ricorso a un arbitrato internazionale , chiedendo a Bucarest i danni per la mancata realizzazione: una cifra astronomica, 4 mld di euro, pari al 2% del PIL della Romania. Visti i precedenti negli arbitrati, è probabile che il governo perda la causa e tutto il peso ricada sui cittadini.
Cosa cambia con il CETA? L’accordo facilita ulteriormente quel canale parallelo per la soluzione delle controversie che è l’arbitrato internazionale fra stato e investitore (ISDS)proprio come farebbe il TTIP – e rende più semplice per le grandi corporation avere la meglio. Secondo CEO – che usa gli stessi argomenti della campagna italiana contro l’accordo, StopCETA – vengono protetti più i diritti degli investitori che quelli dei cittadini e degli stati, spesso usando una formulazione vaga la cui interpretazione può essere adattata volta per volta. Per fare alcuni esempi, il testo del CETA prevede il diritto dell’investitore ad “un giusto ed equo trattamento” da parte dello stato, senza specificare meglio i confini del “giusto ed equo”. Allo stesso modo protegge le “legittime aspettative” dell’investitore: per lo stato diventa quindi difficile bloccare un progetto, a meno che non si voglia imbarcare in un arbitrato.
Un’occasione per tutte quelle aziende che hanno già consolidati interessi in Europa. E non sono poche. CEO calcola che 8 aziende Usa su 10 (cioè più di 40mila) potranno usare il CETA per portare in tribunale i paesi membri tramite le loro sussidiarie canadesi. A rischio sono in particolare i settori estrattivo e dell’oil&gas, dove gli investimenti canadesi in UE sono significativi. Per tutte queste compagnie la vera miniera d’oro potrebbe non essere il progetto in cui investono, ma i fiumi di denaro che gli stati saranno costretti a sborsare come risarcimento.

Da: www.rinnovabili.it

sabato 11 febbraio 2017

Gazzetta dell'Adda del 11 febbraio 2017 - Pagina Capriate San Gervasio

PERSONAGGI
Bergamaschi nel Mondo, un circolo a Montevideo. A dare vita al club sarà il capriatese Daniele Pendezzini che da ormai quattro anni vive in Uruguay.

Un pezzo della Bergamasca in Uruguay.
Sarà targato «Capriate» il prossimo circolo dei bergamaschi nel mondo che sarà aperto a Montevideo, in Uruguay. L’idea di creare un circolo nella capitale sudamericana è, infatti, di Daniele Pendezzini che da anni ha deciso di vivere in America Latina. «La sua vita ormai è là - ha commentato papà Carlo - Prima è stato in Bolivia, poi in Ecuador quindi ha vissuto per due anni in Colombia con una Ong spagnola e da quattro anni è in Uruguay»...


CRESPI
Risorse per i siti Unesco, il sindaco in missione a Roma.
«Si tratta di opportunità interessanti con risorse a fondo perso per il 90 per cento».

Missione romana, martedì, per il sindaco Valeria Radaelli e il manager per Crespi, Alvise De Sanctis.
Meta della missione, il Ministero dei Beni culturali.
A spiegare la natura dell’incontro al Ministero è stato il sindaco.
«Si è trattato di un incontro di lavoro e non politico - ha commentato Radaelli - Per chiarire tutte le azioni da intraprendere per poter usufruire di un bando cui abbiamo partecipato e vinto»...


CAPRIATE SAN GERVASIO
Slitta l’incontro al teatro del Villaggio, salta il «Giorno del Ricordo»
Lo spostamento della data di un incontro a teatro fa «saltare» la commemorazione del «Giorno del Ricordo».
Ieri sera, venerdì, mentre la Gazzetta era in stampa, al teatro di Crespi era in programma un incontro della rassegna «Tierra!»...


SOLIDARIETÀ
Non si ferma la gara di solidarietà verso la parrocchia di don Ramon.

La generosità dei capriatesi non si ferma. E dopo le iniziative delle scorse settimane per sostenere l’azione di don Ramon Mangili alle prese con i problemi dei terremotati, altre sono state organizzate o riprese. Don Ramon Mangili è il parroco di San Giovanni Battista in Pile a l’Aquila che, dopo le ultime scosse di terremoto che hanno sconvolto il Centro Italia, ha aperto la sua chiesa-tenda per dare un letto e un pasto caldo a chi ne ha bisogno...


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giovedì 9 febbraio 2017

Banchetto gruppo Capriate S.G. - 11 febbraio 2017

MAI PIÙ MOTORI A SCOPPIO
 
Basta INQUINARE, serve una legge che entro 10/20 anni vieti la vendita per le auto con alimentazione a benzina o gasolio. Tra non molto con l'ampliamento di Leolandia, Capriate S.G. e Brembate saranno investite da un ondata di TRAFFICO con conseguente AUMENTO di INQUINAMENTO! Con i MOTORI ELETTRICI ora si possono percorrere più i 600 km di autonomia.

UN MONDO MIGLIORE È POSSIBILE!

Vi aspettiamo sabato 11 vicino al Bar Sport a Capriate - Via V. Veneto 12, dalle ore 15.00 alle 19.00.



domenica 5 febbraio 2017

Spreco di cibo, ecco il decalogo di Enea per evitare sprechi quotidiani

Dalla lista della spesa al cibo bio, dal recupero degli avanzi alla raccolta dell’umido. Sono solo alcune delle buone pratiche consigliate dall'Agenzia per lo Sviluppo Economico Sostenibile nel suo vademecum per il cittadino.


Secondo dati ENEA, nel nostro Paese vengono gettati nel cassonetto circa 5,5 milioni di tonnellate di cibo ogni anno, in pratica 42 kg di cibo a persona sotto forma di avanzi non riutilizzati e alimenti scaduti o andati a male, con un valore economico che si aggira intorno ai 13 miliardi di euro all’anno. Di questi 42 kg, oltre 10 sono costituiti da verdure e prodotti ortofrutticoli per un totale di oltre 1,3 milioni di tonnellate.


Da qui nasce il ‘Decalogo anti-spreco’, un vademecum da usare quotidianamente:

– Aiutati con la lista della spesa e valuta il piu’ possibile quanto cibo puo’ essere consumato in un pasto medio: cosi’ potrai evitare acquisti inutili e avanzi con conseguenti sprechi.

– Controlla la scadenza dei prodotti, pensando a quando utilizzarli: il mancato consumo si traduce automaticamente in uno spreco.

– Fai attenzione alle etichette: scegli prodotti che riportano informazioni su tecnologie o ingredienti che aiutano a limitare lo spreco alimentare. Il latte, ad esempio, puo’ essere sottoposto a processi (come la pastorizzazione Esl, Extended Shelf Life, o la microfiltrazione) che ne mantengono inalterate le proprieta’ estendendone pero’ la ‘vita sullo scaffale’; alcuni prodotti come biscotti, grissini, fette biscottate vengono arricchiti con aromi di origine vegetale estratti con processi sostenibili che prevengono l’irrancidimento in modo naturale e sicuro.

– Cerca di scegliere prodotti con indicato il destino della confezione a ‘fine vita’: cosi’ contribuirai a ridurre la quantita’ di indifferenziata nell’immondizia.

– Preferisci il biologico: riduce i consumi energetici di agricoltura e industria alimentare di almeno il 25%, consente di limitare le emissioni di CO2 e non inquina le falde acquifere con fertilizzanti e fitosanitari di sintesi.

– Utilizza alcuni semplici accorgimenti per allungare e migliorare la conservazione dei cibi. Ad esempio, condisci insalate e verdure solo al momento di servirle: cosi’ si mantengono piu’ a lungo e possono essere consumate in pasti successivi.

– Prova a utilizzare gli avanzi per inventare nuove pietanze: con fantasia e creativita’ potrai cucinare piatti gustosi evitando di sprecare alimenti.

– Dopo feste e ricevimenti, valuta se gli avanzi possono essere consumati a breve e invita gli ospiti a portare con loro parte di quello che e’ avanzato.

– Informati sui programmi contro lo spreco alimentare della tua citta’, oppure prendi contatto con le onlus che raccolgono gli avanzi di cibo ‘buono’ e lo ridistribuiscono a chi ne ha bisogno.

– Metti gli avanzi di cibo nella raccolta dell’umido (se vuoi anche insieme agli shopper in bioplastica biodegradabile e compostabile): si trasformeranno in ottimo compost ‘fatto in casa’, creando ‘valore’ sia per le minori spese di smaltimento (ogni tonnellata di frazione organica in discarica costa alla comunita’ circa 200 euro, cioe’ il 50% delle spese totali per la gestione dei rifiuti), sia perche’ il compost puo’ essere commercializzato a un valore che puo’ variare da 20euro/ton per i prodotti all’ingrosso a circa 3 euro per kg per prodotti venduti al minuto.

sabato 4 febbraio 2017

Gazzetta dell'Adda del 4 febbraio 2017 - Pagina Capriate San Gervasio

Lutto
La città piange Emilio Dorini, ex combattente e storico bidello. Martedì sono stati celebrati i funerali del 94enne per anni alla guida e anima dei reduci.

Storico presidente dei «Combattenti», militante comunista, e bidello per centinaia di ragazzi capriatesi.
La città è in lutto per la morte di un autentico pezzo di storia capriatese e martedì mattina sono stati molti coloro che hanno voluto tributare un ultimo saluto a Emilio Giuseppe Dorini, che si è spento domenica a 94 anni. Nato il 23 febbraio del 1922, Dorini era molto conosciuto in città per essere stato per decenni il bidello delle scuole medie e per aver guidato per anni la sezione locale dei «Combattenti» e il circolo dei reduci...

Associazionismo
E’ il 47enne Marco Rossetti.
Nuovo capogruppo per gli alpini.

Gli alpini di Capriate e Crespi hanno un nuovo capogruppo.Sabato, nel corso dell’assemblea annuale, è stato, infatti eletto Marco Rossetti, 47 anni, che avrà l’onore e l’onere di portare il gruppo delle Penne nere di Capriate e Crespi ai festeggiamenti per il centenario. «Il gruppo è nato nel 1920, solo un anno dopo la fondazione dell’Ana, ed è stato uno dei primi in Italia...

Sport
Domenica il palazzetto di via Bustigatti ha ospitato 50 società e più di 500 atleti.
Judo in festa per il 26esimo Trofeo Coral.

Cinquanta società sportive e più di 500 atleti.Sono questi i grandi numeri che ha fatto registrare, domenica il doppio appuntamento al Palazzetto dello Sport di via Bustigatti con il Judo Coral, il dinamico sodalizio diretto dal maestro Gregorio Imperatore, che ha organizzato, la seconda gara del terzo torneo giovanile Csen...

Il personaggio
Per una giovanissima ballerina si aprono le porte della Wiener Staatsoper Balletschule di Vienna. Giulia, 11 anni, ha superato le audizioni che si sono tenute a Rimini. Ora toccherà a lei e alla sua famiglia decidere.

Ora potrà frequentare la Wiener Staatsoper Balletschule, la scuola di balletto dell’opera di Vienna. Per Giulia, una giovane danzatrice di Capriate San Gervasio di soli 11 anni, si sono aperte le porte del grande balletto. Domenica 20 gennaio a Rimini, la ragazza ha infatti superato le audizioni che la prestigiosa accademia ha tenuto per l’Italia. Ora sta a lei e alla sua famiglia decidere se lasciare le sponde dell’Adda per recarsi a Vienna...

Solidarieta’
Raccolti con varie iniziative 9.500 euro che sono stati inviati al sacerdote impegnato a L’Aquila.
Capriate si è mobilitata per aiutare don Ramon.

Lui ha aperto la sua tenda-chiesa per accogliere i terremotati; loro si sono mobilitati per sostenere il proprio concittadino nell’aiutare il prossimo.
I protagonisti di questa vicenda sono don Ramon Mangili, il sacerdote capriatese parroco della chiesa di San Giovanni Battista in Pile a L’Aquila, e i suoi concittadini che, conosciuta la sua azione e le sue necessità per dare un pasto caldo e un letto a chi queste cose, a causa del terremoto non le ha più, si sono mobilitati per aiutarlo...

Capriate - Brembate
Chiesta una relazione sul nuovo progetto.
Leolandia, nuovo summit sullo sviluppo.

Non c’è solo l’Accordo di Programma per la riqualificazione della fabbrica di Crespi a tenere impegnati gli amministratori di Capriate e Brembate. Giovedì, infatti, si è tenuto un incontro su un altro Accordo di Programma che interessa i due Comuni: quello che riguarda lo sviluppo di Leolandia...


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giovedì 2 febbraio 2017

Auto elettriche e fotovoltaico fermeranno la crescita delle fossili

Un nuovo rapporto dell’Imperial College di Londra prospetta un futuro di innovazioni verdi sempre meno costose e in grado di sottrarre a carbone e petrolio una quota di mercato del 10%.


Man mano che i costi delle auto elettriche e dei moduli solari si abbassano, più breve diventa il percorso ci separa dalla fine della dipendenza fossile. Le nuove previsioni al ribasso nei prezzi delle e-car e del fotovoltaico potrebbero addirittura contenere una minaccia alla crescita di petrolio e carbone prima della fine del decennio. Una previsione coraggiosa quella che emerge dalle pagine di “Expect the Unexpected: The Disruptive Power of Low-carbon Technology”.

Il report, curato dell’Istituto Grantham dell’Imperial College di Londra e dalla Carbon Tracker Initiative, presenta uno scenario che contraddice nel profondo quanto paventato nei giorni scorsi dai big degli idrocarburi. Partendo dalle proiezioni costi più recenti per le tecnologie verdi e gli impegni nazionali per ridurre le emissioni, gli autori ritengono che fotovoltaico e auto elettriche possano costituire un fattore “Gamechangers”, ossia in grado di rivoluzionare il settore energetico. E di farlo essenzialmente “rubando” un 10% di quota di mercato ai due combustibili fossili.

La percentuale può apparire ridotta, ma una perdita del 10% è bastata lo scorso anno a mandare in collasso l’industria statunitense del carbone. E per i ricercatori, il settore delle fonti fossili dovrebbe valutare in maniera coerente questi nuovi dati.

Solo il fotovoltaico – secondo il report – potrebbe fornire il 23% della produzione di energia globale nel 2040 e 29% entro il 2050, eliminando gradualmente tutta la produzione da carbone (nelle previsioni sono inclusi ovviamente anche i necessari progetti di stoccaggio energetico e relativi costi). Per ExxonMobil, invece, tutte le fonti rinnovabili non riusciranno a superare l’11% del mix entro il 2040.

Discorso simile per i veicoli elettrici. Entro il 2035, gli autori del rapporto sono convinti che rappresentino circa il 35% del mercato dei trasporti su strada. Il recente Outlook di BP cita invece solo un 6% come dato al 2040. Luca Sussams, ricercatore senior presso il Carbon Tracker spiega: “I veicoli elettrici e l’energia solare sono game changers che l’industria dei combustibili fossili sta sottovalutando. Un ulteriore sviluppo dell’innovazione potrebbe rendere i nostri scenari addirittura conservativi”.

Da: www.rinnovabili.it


mercoledì 1 febbraio 2017

Inquinamento, tutta la Lombardia soffoca.

Smog alle stelle ovunque con polveri sottili (pm10) anche TRE VOLTE il consentito. Le misure antismog del Protocollo regionale? Le attivano solo una 40ina di Comuni, non è obbligatorio. Guardate il confronto "aria pessima-misure attive"


Il confronto della fotografia è molto significativo. La mappa di sinistra è la situazione complessiva dell'aria che si trova sul sito web di ARPA Lombardia. Vi mostriamo quella del 30 gennaio, ma il 31 e anche oggi, mercoledì 1 febbraio, potrà essere peggio. Il colore viola è quello dell'aria "pessima", ossia la situazione più grave dell'inquinamento, con le polveri sottili (pm10) che superano i 100µg/m3.

La mappa di destra, invece, mostra in quanti Comuni è al momento attivo il Protocollo delle ulteriori misure antismog; quelle proposte dalla Regione, alle quali i Comuni possono liberamente decidere se aderire o meno. E non solo, anche se aderenti sulla carta, il Sindaco deve comunque decidere di renderle attive, con un'ordinanza.

Qual è la situazione reale? Sulla carta aderiscono al Protocollo della Regione circa 100 Comuni, qui la lista completa, ma di fatto le attivano ancora in meno: solo qualche decina. La foto a del confronto è significativo: i Comuni colorati sono quelli che hanno aderito, ma solo quelli gialli hanno davvero attivato le misure.

Insomma, se la situazione è grigia (anche se il colore è il viola) praticamente in tutta la Pianura Padana, i Comuni che davvero attivano gli ulteriori divieti, sono poche decine, e in ordine sparso.

da: www.ecodallecitta.it