martedì 18 luglio 2017

Ecoreati: la legge voluta dal M5S funziona.

Crescono gli arresti, calano reati. Bene su reati contro gli animali e archeomafie, ombre su abusivismo edilizio, ciclo dei rifiuti, incendi e agromafie. I numeri del rapporto Ecomafia 2017.


A due anni dall’introduzione della legge sugli ecoreati che porta la prima firma di Salvatore Micillo del Movimento 5 Stelle calano gli illeciti ambientali e il fatturato delle ecomafie mentre crescono arresti denunce e sequestri: è questo il quadro che, in estrema sintesi, esce fuori dal rapporto "Ecomafia 2017 di Legambiente, le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia", edito da Edizioni Ambiente con il sostegno di Cobat e Novamont.

Forse è ancora presto per dare giudizi definitivi, ma il trend che emerge dal rapporto è positivo: nel 2016 i reati ambientali accertati dalle forze dell’ordine sono stati 25.889, il 7% in meno rispetto ai 27.745 del 2015. Bene, anche se vengono comunque commessi 71 illeciti al giorno, tre ogni ora.
Reati in calo mentre, a testimonianza della bontà dell’operato delle forze dell’ordine e degli strumenti a disposizione, crescono arresti (225 nel 2016 rispetto ai 188 del 2015), denunce (28.818 contro 24.623) e sequestri (7.277 contro 0.055).
In calo, soprattutto, il fatturato complessivo delle ecomafie che oggi si attesta sui 13 miliardi, in calo del  32% rispetto allo scorso anno, calo che, precisa il rapporto, potrebbe tuttavia essere dovuto particolarmente alla riduzione della spesa pubblica per opere infrastrutturali nelle quattro regioni a tradizionale insediamento mafioso.
Positivo inoltre il calo dei reati contro gli animali (bracconaggio, allevamento illegale, pesca di frodo, commercioillegale, maltrattamenti, combattimenti clandestini, etc) e delle archeomafie (scavi clandestini, furti e traffico illecito di opere d'arte e reperti).

Le ombre principali arrivano invece da abusivismo edilizio, 17.000 i nuovi immobili abusivi del 2016, ciclo dei rifiuti (5.722 reati, + 12% rispetto al 2015), incendi (nel 2016 4.635 roghi hanno mandato in fumo 27.000 ettari di terreno) e agromafie il cui valore oggi ammonta a per un valore complessivo di oltre 703 milioni di euro, il 20% in più rispetto al 2015.
La corruzione inoltre rimane un fenomeno piuttosto esteso: nell’ultimo anno e mezzo Legambiente ha censito ben 76 inchieste in cui le attività illecite in campo ambientale si sono intrecciate con vicende corruttive; negli ultimi 6 anni, dal 2010 al 2016, le inchieste degne di rilievo sono state 352, Lazio (49)  e Lombardia (44) le regioni più colpite, seguono Campania, Sicilia, Calabria e Puglia.

“Quest’anno il Rapporto Ecomafia - dichiara Rossella Muroni, Presidente nazionale di Legambienteci restituisce una fotografia che non ha solo tinte fosche, come nelle scorse edizioni, ma anche colori di speranza grazie anche alla legge che ha introdotto nel codice penale i delitti ambientali e che ha contributo a renderci un paese normale, dove chi inquina finalmente paga per quello che ha fatto. Ora è importante proseguire su questa strada non fermandosi ai primi risultati ottenuti, ma andando avanti investendo maggiori risorse soprattutto sulla formazione degli operatori proposti ai controlli e dando gambe forti alle Agenzie regionale di protezione ambientale, che stanno ancora aspettando l’approvazione dei decreti attuativi, previsti dalla recente riforma del sistema delle Agenzie, da parte del ministero dell’Ambiente e della Presidenza del Consiglio dei ministri”.
Luci ed ombre dunque, la legge sugli ecoreati funziona e sta cominciando a dare i suoi frutti, ma la strada da percorrere è ancora lunga, per questo nel rapporto si avanzano delle proposte per compiere ulteriori passi in avanti:
  • definire una modalità unica sul territorio nazionale per far confluire le sanzioni che vengono fatte pagare ai responsabili dei reati contravvenzionali minori (gli ecoreati senza rilevanza penale). Necessario inoltre rimuovere la clausola di invarianza dei costi per la spesa pubblica prevista nella legge sugli ecoreati, così come in quella che ha istituito il Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente;
  • completare al più presto l’iter di definizione dei decreti attuativi del Ministero dell’ambiente e della presidenza del Consiglio dei ministri per rendere pienamente operativa la legge che ha riformato il sistema nazionale delle Agenzie per la protezione dell’ambiente;
  • approvare una legge che semplifichi l’iter di abbattimento delle costruzioni abusive e il disegno di legge sui delitti contro fauna e flora protette;
  • garantire l’accesso alla giustizia da parte delle associazioni.


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