martedì 18 aprile 2017

La caccia è aperta

Una fototrappola ben piazzata nel parcheggio autostradale tra Brembate e Capriate non guasterebbe, con pochi euro si potrebbero fotografare o filmare gli "animali" che gettano i rifiuti!


L’abbandono dei rifiuti nei luoghi all’aperto e lungo le strade è un fenomeno purtroppo sempre in crescita con conseguente degrado ambientale; i rifiuti sono spesso abbandonati non solo ai bordi delle strade, ma anche a pochi passi dall’alveo dei fiumi e nascosti tra la fitta vegetazione.

Oltre al danno ambientale e sanitario, sussiste anche quello economico in quanto l’amministrazione comunale deve affrontare i costi per intervenire alla rimozione dei rifiuti, costi che poi si riversano anche sui cittadini con aumenti dei tributi.

Sono tantissime le richieste da parte dei cittadini affinché l’amministrazione pubblica non solo provveda alla rimozione dei rifiuti abusivi, ma anche che punisca i responsabili di tali azioni perché non è giusto che, per colpa di pochi e incivili individui, tutta la comunità debba pagare.

Il tipo di rifiuto che si trova abbandonato non è solo quello domestico; si ritrovano anche rifiuti speciali, come gli scarti delle ristrutturazioni edilizie (macerie, guaine di plastica, eternit), rifiuti RAEE (apparecchiature elettriche ed elettroniche) e quelli ingombranti (divani, materassi, suppellettili), senza dimenticare che tra questi vi sono anche rifiuti classificati come pericolosi.

Purtroppo l’abbandono dei rifiuti di vario genere da parte di alcuni cittadini è un malcostume difficile da sradicare e che necessità di azioni non solo per rimuovere i rifiuti da parte della pubblica amministrazione, ma anche di azioni concrete per prevenire e reprimere comportamenti illegali che possono in taluni casi anche configurare sanzioni penali.

L’articolo 192 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (norme in materia ambientale) vieta “l’abbandono e il deposito incontrollato dei rifiuti sul suolo e nel suolo” e “l’immissione di rifiuti di qualsiasi genere, allo stato solido o liquido, nelle acque superficiali o sotterranee”. Chi non rispetta la norma è punito ai sensi dell’articolo 255 “con una sanzione amministrativa da 300 a 3.000 euro.


Nessun commento:

Posta un commento

I commenti non appaiono subito, devono essere prima approvati da un moderatore. Siate civili e verrete pubblicati, qualunque sia la vostra opinione ed il vostro orientamento politico.

Chiunque è libero di esprimere le proprie opinioni anche senza registrazione scegliendo la modalità "Commenta come: Nome/URL" (il campo URL può essere lasciato vuoto); e sarebbe buona norma firmare il proprio commento esplicitando nome e cognome.

Quando presente per i commenti potete usare il plugin di Facebook
Lasciando un commento date il vostro consenso alla sua pubblicazione, grazie.