giovedì 16 marzo 2017

Gli studi che dichiarano il glifosato non cancerogeno? Li ha scritti Monsanto!

La corte federale di San Francisco ottiene email di Monsanto da cui emerge come la multinazionale ha truccato gli studi “indipendenti” sull’ingrediente del RoundUp


Gli scienziati che fanno ricerca sul glifosato sono tutt’altro che indipendenti. Anzi, si fanno scrivere gli studi direttamente da Monsanto, il colosso dell’agro-chimica che inonda i mercati di tutto il mondo di RoundUp. Il pesantissimo conflitto di interessi è stato messo a nudo da una corte federale di San Francisco, che contesta i risultati di alcuni studi – finanziati dall’industria – che sostengono che il glifosato non sia cancerogeno. Una conclusione opposta a quella cui è arrivato lo Iarc, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro.
Per vederci chiaro, il tribunale ha raccolto email interne a Monsanto e gli scambi che la multinazionale ha intrattenuto con le Agenzie federali americane. E da queste corrispondenze è venuto fuori che Monsanto è l’autore (nascosto) di alcuni studi, attribuiti in modo falso ad accademici presentati come indipendenti. In una di queste email William F. Heydens, responsabile di Monsanto, spiega ad alcuni colleghi come funziona il processo. L’azienda contatta uno scienziato, gli fornisce uno studio sul glifosato redatto dalla multinazionale, chiedendogli soltanto di aggiungere la sua firma. Nella stessa email, Heydens cita casi precedenti in cui Monsanto si è comportata così.

Non solo. È emersa anche la prova che un alto responsabile dell’Epa, l’Agenzia per la protezione dell’ambiente degli Usa, si è dato da fare per conto di Monsanto per cassare la revisione del glifosato, principale ingrediente del RoundUp, che il dipartimento della Salute Usa aveva in programma. Revisione che puntualmente non è mai stata fatta.

E ancora l’Epa finisce al centro dell’inchiesta: tra i documenti sequestrati dal tribunale di San Francisco, infatti, spuntano delle carte che dimostrerebbero come all’interno dell’Agenzia stessa ci fossero molte divergenze e dubbi a proposito della valutazione del glifosato. L’Epa lo dichiarò sostanza “probabilmente non cancerogena” nel settembre dello scorso anno. Il tema è al centro di un acceso dibattito anche in Europa. L’anno scorso, dopo un lungo braccio di ferro, la Commissione europea ha rinnovato la licenza al glifosato per 18 mesi. L’Efsa e, proprio ieri, l’Echa, hanno confermato separatamente che il pesticida non sarebbe cancerogeno. Ong e società civile contestano duramente queste conclusioni e chiedono maggiore trasparenza, visto che i casi di conflitti di interesse non sono mancati nemmeno nel nostro continente.

Da: www.rinnovabili.it



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