- #InformazioneFormazioneAzione - Prossimo banchetto il 16/12/2017 con i nostri candidati alla Regione Lombardia -

sabato 28 gennaio 2017

Gazzetta dell'Adda del 28 gennaio 2017 - Pagina Capriate San Gervasio

Solidarietà.
Don Ramon in prima fila per aiutare i terremotati solidarieta’. Al religioso arriverà anche l’aiuto delle parrocchie di Capriate e di Crespi d’Adda.
Il sacerdote capriatese ha aperto i battenti della sua chiesa, attualmente ospitata in un tendone, per dare ospitalità, un letto e un pasto caldo ai terremotati. A sostenere la sua azione è intervenuto anche un gruppo di amici che sta operando in città per raccogliere fondi.

Ha aperto la sua tenda-chiesa per dare un posto caldo per far dormire chi una casa non ce l’ha più.
C’è un capriatese in prima fila per aiutare i terremotati del Centro Italia che, nelle ultime settimane hanno dovuto affrontare anche i rigori di un inverno che si sta facendo sentire.
E’ don Ramon Mangili che ha aperto la sua chiesa, ospitata in una tenda dopo che il terremoto dell’aprile del 2009 ha danneggiato la struttura originaria della parrocchia di San Giovanni Battista in Pile a L’Aquila, e ha spostato le panche per far posto ad alcuni letti destinati ad accogliere chi una casa l’ha persa dopo le scosse delle ultime settimane...


Lavoro.
Ucica, meno feste e più formazione per gli affiliati.
Il sodalizio di commercianti, artigiani e imprenditori ha tracciato un bilancio dell’attività del 2016.

Meno feste e più formazione.
E’ stata questa la scelta fatta dall’Ucica, l’Unione capriatese di imprese, commercianti e artigiani, per l’anno che si è appena concluso.
Una scelta un po’ in controtendenza rispetto a quando Ucica aveva fatto nei primi anni della sua attività, quando l’organizzazione di eventi era stata uno degli elementi caratterizzanti della sua azione...


Evento.
Attesa «l’invasione» dei judoka.
In 600 per l’appuntamento firmato «Coral» al Palazzetto.

Un doppio appuntamento che domani, domenica, porterà sulle sponde dell’Adda centinaia di judoka.
Il palazzetto dello sport di via Bustigatti ospiterà, infatti, due eventi che quest’anno hanno raggiunto la 26esima edizione: Il Trofeo «Judo Coral Città di Capriate», e il «Meeting giovanile Csen».
In totale sono attesi circa 600 judoka e 50 società...


Comuni di Capriate e di Brembate.
Sviluppo della fabbrica di Crespi e di Leolandia: i flussi di traffico saranno valutati globalmente. In Regione Giovedì si è svolta una segreteria tecnica per l’accordo di programma per il recupero della storica fabbrica.

Due binari paralleli.
E’ così che hanno intenzione di procedere i Comuni di Capriate e di Brembate, e Regione Lombardia sugli sviluppi di due aree nevralgiche per i due paesi, come la fabbrica di Crespi e il parco di divertimenti «Leolandia».
Giovedì, Regione Lombardia ha ospitato una segreteria tecnica per l’accordo di programma legato alla riqualificazione della storica fabbrica di Crespi. Un incontro cui hanno partecipato i funzionari della Regione, i rappresentanti dell’operatore, il gruppo Percassi e le delegazioni dei Comuni di Capriate e Brembate con quest’ultimo Comune che ha chiesto, e ottenuto, di partecipare, nonostante non sia direttamente toccato dal futuro sviluppo dello storico opificio...


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venerdì 27 gennaio 2017

Con investimenti in efficienza energetica il Pil italiano crescerebbe dello 0,25-1,1% in più

Una rivoluzione già in corso, come dimostra l’ultimo lavoro del Kyoto club.


«È noto che le politiche di efficienza energetica possono avere benefici, aggiuntivi rispetto alla riduzione dei consumi energetici: sulla crescita economica con variazioni sul Pil dell’ordine di 0,25 – 1,1% annuo e con un potenziale di creazione di posti di lavoro che varia da 8 a 27 posti annui per ogni milione di euro investiti». Ilaria Bertini – direttore aggiunto Utee di Enea – ha ricordato numeri cruciali per lo sviluppo sostenibile del nostro Paese, intervenendo ieri alla presentazione romana del libro 105 buone pratiche di efficienza energetica realizzato dal Kyoto club (Edizioni Ambiente).

105 sono esperienze reali legate all'efficientamento energetico, meritevoli per qualità e innovazione, casi virtuosi documentati dal Kyoto club in tutti i contesti: industriale o terziario; nella riqualifica energetica di edifici, residenziali e non residenziali; nei servizi e nella consulenza energetica; nella comunicazione, formazione o didattica; in ambito normativo, finanziario o economico; nella pubblica amministrazione.

«Sulla priorità da dare all’efficienza energetica sono tutti d’accordo – ha sottolineato Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto club – La revisione della Sen (Strategia energetica nazionale), annunciata dal Ministro Calenda, deve raccogliere, attraverso un ampio processo partecipato, le indicazioni provenienti dai vari attori, prevedendo un deciso potenziamento delle politiche di intervento in coerenza con l’innalzamento dal 27% al 30% dell’obiettivo 2030 di riduzione dei consumi proposto dalla Commissione europea». «Le storie di successo di questi casi nazionali ci raccontano di un uso efficiente dell’energia che incrementa qualità di vita, servizi e opportunità di sviluppo per cittadini, comunità e imprese – ha dunque aggiunto Laura Bruni, coordinatrice del gruppo di lavoro ‘Efficienza energetica’ del Kyoto club e direttore Affari istituzionali Schneider Electric, che ha sostenuto la pubblicazione del libro – Il 39% delle operazioni raccolte in questo volume ha tempi di ritorno dell’investimento inferiori ai tre anni: tecnologie integrate e interventi modulari fanno guadagnare in fretta, per esempio quando la gestione dell’energia si associa all’automazione e al digitale e anche la “IoT” (Internet of Things) diventa leva di sostenibilità»

Da: www.greenreport.it



giovedì 26 gennaio 2017

Codice di comportamento del MoVimento 5 Stelle in caso di coinvolgimento in vicende giudiziarie.

1. PRINCIPI ISPIRATORI DEL COMPORTAMENTO DEL SINGOLO PORTAVOCE ELETTO
Il Codice di comportamento del MoVimento 5 Stelle ha lo scopo di garantire una condotta, da parte dei portavoce eletti, ispirata ai principi di lealtà, correttezza, onestà, buona fede, trasparenza, disciplina e onore, rispetto della Costituzione della Repubblica e delle leggi. I portavoce del Movimento 5 Stelle perseguono gli obiettivi del Movimento, così come indicati nel "Non Statuto" o negli altri atti interni di indirizzo. I portavoce sono consapevoli del fatto che, ai sensi dell’art. 54 della Costituzione, i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore: nell’adempimento di tale dovere, ogni portavoce tiene comportamenti eticamente ineccepibili, anche a prescindere dalla rilevanza penale degli stessi. Ai sensi del Regolamento del MoVimento 5 Stelle, i portavoce si astengono da comportamenti suscettibili di pregiudicare l’immagine o l’azione politica del MoVimento 5 Stelle.

2. RAPPORTI CON EVENTUALI PROCEDIMENTI PENALI

Il Garante del MoVimento 5 Stelle, il Collegio dei Probiviri od il Comitato d’appello, quando hanno notizia dell’esistenza di un procedimento penale che coinvolge un portavoce del Movimento5stelle, compiono le loro valutazioni in totale autonomia, in virtù e nell’ambito delle funzioni attribuite dal Regolamento del MoVimento 5 Stelle, nel pieno rispetto del lavoro della magistratura. Il comportamento tenuto dal portavoce può essere considerato grave dal Garante o dal Collegio dei probiviri con possibile ricorso del sanzionato al Comitato d’appello, anche durante la fase di indagine, quando emergono elementi idonei ad accertare una condotta che, a prescindere dall’esito e dagli sviluppi del procedimento penale, sia già lesiva dei valori, dei principi o dell’immagine del MoVimento 5 Stelle. La condotta sanzionabile può anche essere indipendente e autonoma rispetto ai fatti oggetto dell’indagine.

3. AUTOSOSPENSIONE

In qualsiasi fase del procedimento penale, il portavoce può decidere, a tutela dell’immagine del MoVimento 5 Stelle, di auto-sospendersi dal MoVimento 5 Stelle senza che ciò implichi di per sé alcuna ammissione di colpa o di responsabilità. L’autosospensione non vincola né condiziona né preclude il potere del Garante, del Collegio dei Probiviri e del Comitato d’appello di adottare eventuali sanzioni disciplinari. Tuttavia, l’autosospensione può essere valutata quale comportamento suscettibile di attenuare la responsabilità disciplinare.

4. PRESUNZIONE DI GRAVITÀ

Il Garante del MoVimento 5 Stelle, il Collegio dei Probiviri o il Comitato d'Appello, in virtù e nell’ambito delle funzioni attribuite dal Regolamento del MoVimento 5 Stelle, valutano la gravità dei comportamenti tenuti dai portavoce, a prescindere dall’esistenza di un procedimento penale.
E’ considerata grave ed incompatibile con il mantenimento di una carica elettiva quale portavoce del MoVimento 5 Stelle la condanna, anche solo in primo grado, per qualsiasi reato commesso con dolo, eccettuate le ipotesi indicate all’ultimo comma. A tal fine, sono equiparate alla sentenza di condanna la sentenza di patteggiamento, il decreto penale di condanna divenuto irrevocabile e l’estinzione del reato per prescrizione intervenuta dopo il rinvio a giudizio. E’ invece rimessa all’apprezzamento discrezionale del Garante, del Collegio dei Probiviri con possibile ricorso del sanzionato al Comitato d’appello la valutazione di gravità ai fini disciplinari di pronunzie di dichiarazione di estinzione del reato per esito positivo della messa alla prova, di sentenze di proscioglimento per speciale tenuità del fatto, di dichiarazione di estinzione del reato per prescrizione.
La ricezione, da parte del portavoce, di “informazioni di garanzia” o di un “avviso di conclusione delle indagini” non comporta alcuna automatica valutazione di gravità dei comportamenti potenzialmente tenuti dal portavoce stesso, sempre salvo quanto previsto al punto 5.
E’ sempre rimessa alla discrezionalità del Garante e del Collegio dei Probiviri o del Comitato d’appello (e non comporta alcuna automatica presunzione in tal senso) la valutazione della gravità di fatti che configurano i c.d. reati d’opinione ipotesi di reato concernenti l'espressione del proprio pensiero e delle proprie opinioni, ovvero di fatti commessi pubblicamente per motivi di particolare valore politico, morale o sociale.

5. DOVERE DI INFORMAZIONE
I portavoce, quando ne hanno notizia, hanno l'obbligo di informare immediatamente e senza indugio il gestore del sito (con comunicazione da inviare al link www.movimento5stelle.it/contattaci.php), dell'esistenza di procedimenti penali in corso nei quali assumono la qualità di indagato o imputato nonché di qualsiasi sentenza di condanna o provvedimento ad essa equiparato ai sensi del punto 4.

6. AMMINISTRATORI
Ogni sindaco e presidente di regione eletto nelle liste del MoVimento 5 Stelle è tenuto a far rispettare il presente codice etico ai componenti delle proprie giunte, anche se gli assessori non risultano iscritti e/o eletti nel MoVimento 5 Stelle.




sabato 21 gennaio 2017

Gazzetta dell'Adda del 21 gennaio 2017 - Pagina Capriate San Gervasio

Crespi
Per i prossimi tre anni Alvise De Sanctis si occuperà della valorizzazione del Villaggio Operaio.
Per il rilancio della frazione il Comune si è affidato a un super manager.
L’Amministrazione comunale ha scelto. Sarà Alvise De Sanctis, 34 anni, nel prossimo triennio a occuparsi del rilancio di Crespi, sia da un punto di vista del marketing, sia da quello del turismo.
Il compito del super manager approdato sulle sponde dell’Adda sarà anche un altro, quello di fare in modo che, alla fine dei tre anni, Crespi sia in grado di creare le risorse necessarie alla sua stessa promozione...


Protezione civile
C’è il nuovo Direttivo e cerca volontari.
Nuovo Direttivo per la dinamica sezione della Protezione Civile cittadina. Al vertice del direttivo degli operatori delle emergenze c’è il coordinatore Elio Giustinoni che potrà contare sul supporto del suo vice Augusto Sempio e di Giuseppe Vavassori e Patrizia Moioli che si alterneranno nel ruolo di segretario. «Al momento siamo tranquilli - ha spiegato Giustinoni - Ma con quello che è successo nel Centro Italia siamo in attesa di sapere se ci chiederanno di intervenire»...


Ztl Crespi
«Crespesi segnalateci le targhe» Altrimenti con la Ztl si creano problemi e lungaggini alla Polizia Locale.
L’invito è stato rivolto ai residenti della frazione dall’assessore Alfredo Pozzi e dal comandante Filippo Ferreri.

Due voci per un appello.
Sono quelle dell’assessore Alfredo Pozzi e del comandante della Polizia Locale Filippo Ferreri.
Destinatari dell’appello sono i crespesi, o meglio i crespesi che non hanno comunicato alla Polizia Locale la targa delle auto che utilizzano.
«C’è ancora qualcuno che non ci ha comunicato le targhe e con la Ztl diventa un problema - ha spiegato Pozzi - Anche se c’è l’invio automatico delle sanzioni, vanno verificate una a una e si perde inutilmente del tempo...


Educazione fisica
Il progetto è stato inserito nelle ore di educazione fisica, le lezioni sono tenute dai maestri e dagli allenatori della Coral.
Il judo sbarca a scuola, un corso per i ragazzi di quinta elementare.

In città il judo è un’attività scolastica.
Almeno per i ragazzi che frequentano la quinta A e la quinta B delle Scuole Elementari «A. Manzoni» che dalla fine di novembre stanno seguendo le lezioni di un corso in cui possono apprendere le tecniche codificate da Jigoro Kano.
Il progetto è stato inserito nelle ore di educazione fisica...


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giovedì 19 gennaio 2017

Anche in Italia l’idrogeno tra i carburanti alternativi per lo sviluppo sostenibile

L’Italia dovrà dotarsi di un numero adeguato di stazioni di rifornimento entro il 2025.


È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 13 gennaio il Decreto legislativo 16 Dicembre 2016, n. 257 che recepisce la Direttiva 2014/94/UE sulla realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi DAFI (Directive on alternative fuel infrastructure) per la realizzazione di infrastrutture dedicate ai combustibili alternativi, tra cui l’idrogeno, approvato dal Consiglio dei ministri nel settembre 2016, l’Italia compie un importante passo verso la mobilità sostenibile e sulla diffusione di una cultura basata sull’uso di combustibili alternativi.

lunedì 16 gennaio 2017

Perché dovremmo avere tutti un reddito di base. Lo spiega il World economic forum di Davos

Cambiare il mondo del lavoro nell’era dei robot e della disoccupazione di massa.


Oggi il sito del World economic forum (Wef), che inizia domani a Davos, pubblica un intervento di Scott Santens, fondatore dell’Economic security project, consulente dell’Universal income project, fondatore di Basic income action, membro dell’US basic income guarantee network e fondatore di Big patreon creator.

All’articolo, intitolato “Why we should all have a basic income”, viene dato grande rilievo e il Wef tiene a precisare che «è parte del World economic forum annual meeting 2017», a differenza di altri contributi di economisti e scienziati la cui responsabilità viene attribuita al solo autore.

Santens parte dalla possibilità che, da oggi in poi, il primo giorno del mese, vengano depositati un migliaio di dollari sul nostro conto semplicemente perché siamo un cittadino/a. Un reddito indipendente da ogni altra fonte di reddito e che, per il resto della nostra vita, ci garantisce uno stipendio mensile di partenza al di sopra della soglia di povertà. Santens si chiede come la “libertà positiva” di quest’entrata economica influenzerebbe le nostre decisioni presenti e future, se continueremmo o meno a lavorare (e come) e quali rischi prenderemmo.

Il ricercatore spiega che «l’idea si chiama reddito di base incondizionato o universale, o Ubi . È come la sicurezza sociale per tutti, e si sta radicando nelle menti di tutto il mondo e attraverso l’intero spettro politico, per una moltitudine di ragioni convergenti. La crescente disuguaglianza, decenni di salari stagnanti, la trasformazione del posto fisso in compiti sub-orari, la tecnologia che sta avanzando in modo esponenziale, robot e i network neurali profondi sempre più in grado di sostituire potenzialmente la metà del lavoro umano, eventi che hanno cambiato il mondo come Brexit e l’elezione di Donald Trump; tutto questo e altro indica la necessità di dare il via ad una garanzia permanente, almeno un po’ di reddito per tutti».

“Il reddito di cittadinanza” dovrebbe essere sufficiente a garantire i bisogni primari e dovrebbe sostituire molti degli attuali benefit temporanei, che vengono dati solo in caso di emergenza e/o di incapacità a svolgere mansioni lavorative. L’Ubi sarebbe «una promessa di pari opportunità, non con lo stesso esito, una nuova linea di partenza per tutti al di sopra della soglia di povertà».

Non si tratta di un’idea nuova e nemmeno di Beppe Grillo, un Ubi parziale è già stato sperimentato nella repubblicana e conservatrice Alaska nel 1982 e una versione del reddito di base è stata testata negli Usa negli anni ’70. A Dauphin, in Canada, il reddito di base è riuscito a eliminare la povertà per 5 anni. I più recenti esperimenti di reddito di base Ubi riguardano la Namibia , l’India e il Brasile, ma anche la Finlandia, l’Olanda e il Canada stanno conducendo esperimenti di Ubi finanziati dal governo per confrontarli con i programmi per la disoccupazione ed assistenziali esistenti, mentre Y Combinator e GiveDirectly hanno lanciato e finanziato privatamente esperimenti negli Usa e in Africa orientale.

«So cosa state pensando – scrive Santens – È la stessa cosa che pensa la maggior parte della gente. Dare soldi a tutti per non fare nulla? suona sia incredibilmente costoso sia un ottimo modo per incoraggiare le persone a non fare nulla. Beh, può sembrare contro-intuitivo, ma è vero l’esatto opposto su entrambi i punti. Quel che è incredibilmente costoso è non avere un reddito di base». Il problema è che il lavoro di molti non rende e che i soldi frutto del lavoro non vengono ripartiti equamente.

L’idea di sostituire i programmi esistenti può spaventare, «ma la scelta non è tutto o niente – spiega ancora Santens – Il consolidamento parziale è possibile» e fa l’esempio delle pensioni degli anziani statunitensi, che potrebbero convertire una percentuale della loro sicurezza sociale in reddito di base, senza guadagnare un centesimo meno di adesso.

Negli Usa ci vorrebbero circa altri 220 miliardi di dollari, ma intanto si spendono 108 miliardi di dollari per fornire cibo ai bisognosi, 72 miliardi per sussidi salariali, 56 miliardi per assistenza ai bambini, 17 miliardi per l’assistenza temporanea alle famiglie bisognose e 70 miliardi all’anno per la deduzione degli interessi ipotecari, che avvantaggia soprattutto i ricchi. Per finanziare un reddito di cittadinanza universale negli Usa ci vorrebbero 543 miliardi di dollari, ma questo sostituirebbe altre spese sociali.

Santens sottolinea che «il vero costo netto dell’Ubi negli Usa è quindi più vicino a un gettito fiscale aggiuntivo di poche centinaia di miliardi di dollari», o anche meno, secondo altre proposte di Ubi. Esistono molte idee su come colmare questo gap di finanziamento, una delle quali considera i cittadini come azionisti – già oggi praticamente tuta la ricerca di base Usa è finanziata dai contribuenti – oppure riducendo le tasse sul lavoro e concentrandosi di più sul capitale, il consumo, e le esternalità (anche ambientali) invece che su stipendi e salari. Inoltre, si potrebbe eliminare 540 miliardi di spese fiscali che attualmente vanno in maniera sproporzionata ai più ricchi, e tagliare parte degli 850 miliardi spesi per la difesa Usa.

Alla fine, il reddito di base universale avrebbe un saldo attivo; anche i più ricchi avrebbero tra le loro entrate quelle garantite dal reddito di base ma pagherebbero più tasse, mentre questo non varrebbe per la fascia di reddito più bassa che riguarda l’80% delle famiglie Usa, che si troverebbero a pagare le stesse tasse o meno.

«Per alcuni, questo può sembrare uno spreco – evidenzia ancora Santens – Perché dare soldi a qualcuno che non ne ha bisogno e poi tassare i loro altri redditi? Pensare in questo modo non è come dire che è uno spreco mettere le cinture di sicurezza in ogni auto anziché soltanto nelle auto di coloro che hanno avuto incidenti che dimostrano così il loro bisogno di cinture di sicurezza? I buoni piloti non vengono mai coinvolti in incidenti, giusto?». Ma è proprio non è perché riconosciamo i rischi e i forti costi sanitari che mettiamo le cinture di sicurezza. Sappiamo anche che gli incidenti non succedono solo ai cattivi guidatori, ma che possono capitare a chiunque, in qualsiasi momento. Per questo la legge prevede le cinture di sicurezza per tutti.

La verità è che i costi delle persone che hanno redditi insufficienti sono molti e pesano fortemente sulla collettività: appesantiscono il sistema sanitario, la giustizia penale, l’istruzione pubblica. Gravano sugli aspiranti imprenditori, sulla produttività e sul potere di acquisto dei consumatori e quindi su intere economie. Il costo complessivo della povertà negli Usa è valutato in 1 trilione di dollari all’anno, quindi, le poche centinaia di miliardi di dollari in più per l’Ubi si ripagherebbero da sole.

Ma se chi prende l’Ubi smettesse di lavorare? Non sarebbe un costo eccessivo per l’intera società? Santens è convinto che chi guadagna già più del reddito di cittadinanza continuerà a farlo e lo userà come reddito supplementare; lo stesso farà chi lavora part-time. Il reddito di base non introdurrebbe un disincentivo al lavoro. Inoltre le persone potrebbero essere incentivate a fare attività gratificanti, visto che il lavoro meccanicistico viene fatto solo per i soldi. Inoltre, i lavori ripetitivi e faticosi verranno sempre più realizzati dai robot. Il futuro verso cui stiamo andando è quello dove ci sarà sempre meno lavoro pesante e ripetitivo, gratificato con i salari.

Il reddito di cittadinanza consente quindi di affrontare per tempo il cambiamento del lavoro “fisico”, che sarà rapidissimo, e di riconoscere socialmente lavori e volontariati attualmente non retribuiti o mal retribuiti.

Molte persone sono infelici per il lavoro che fanno, sempre più persone cercano un lavoro qualsiasi pur di uscire da una disoccupazione umiliante. Questo è il risultato inevitabile del lavorare per vivere e mentre i robot avanzano nelle fabbriche crescono i “lavoratori poveri” e quelli estromessi dal mercato del lavori. È un disastro.

Santens fa l’esempio di una “Nazione A” senza Ubi, dove per ogni 100 adulti in età lavorativa ci sono 80 posti di lavoro. La metà della forza lavoro è occupata ma non trova gratificazione nel lavoro, l’altra metà non ha un lavoro fisso, la metà di questi sono disoccupati o non vogliono un impiego fisso ma, come nel gioco della sedia, restano senza un posto di lavoro.

Il reddito di cittadinanza muta sostanzialmente questa realtà: le persone possono rifiutare di fare lavori che non li gratificano, aprendo possibilità lavorative per i disoccupati. Inoltre, crea un migliore potere contrattuale per tutti per negoziare condizioni migliori. Quanti posti di lavoro diventerebbero più attraenti se venissero pagati di più? Quanto ne beneficerebbe a produttività se aumentasse la percentuale di lavoratori motivati? Quanto prosperità in più si potrebbe creare? Per attrarre i lavoratori migliori, alcuni datori di lavoro aumenteranno loro i salari. Altri ridurranno l’orario di lavoro. Il risultato è un mercato del lavoro completamente trasformato, con lavoratori più motivati, meglio pagati, più produttivi. Una società con meno persone escluse e dove i lavoratori avrebbero più possibilità di trasformarsi in imprenditori autonomi.

«In poche parole, un reddito di base migliora il mercato del lavoro rendendolo facoltativo – dice Santens – La trasformazione da un mercato coercitivo a un mercato libero significa che i datori di lavoro devono attrarre i dipendenti con una migliore retribuzione e orari più flessibili. Significa anche una forza lavoro più produttiva che elimina potenzialmente la necessità di leggi sul salario minimo che distorcono il mercato». Le persone potrebbero passare più facilmente da un lavoro all’altro, o dal lavoro alla formazione/riqualificazione.

Ma è già, e sarà ancora di più, l’automazione dei processi a cambiare il volto del lavoro, della società e dei redditi: le macchine stanno facendo lavori che gli uomini non vogliono più fare e stanno sostituendo gli uomini in lavori che vorrebbero ancora fare perché non hanno alternative. Solo il reddito di cittadinanza può impedire di creare una massa di esclusi che non riuscirà mai più a trovare un posto nel gioco della sedia perché tutti i posi sono occupati da robot, specialisti o lavoratori supersfruttati e con paghe da fame. Il reddito di cittadinanza permetterebbe loro di trovare un nuovo lavoro, pagato o non pagato, a tempo pieno o part-time, che sia meglio per loro. L’idea del reddito di base, spiega Santens, sembra funzionare dove è stata sperimentata: in Namibia la criminalità è calata del 42% e i ricoveri in ospedale dell’8,5%. A Dauphin la gente è sempre meno indebitata.

«Gli esseri umani hanno bisogno di sicurezza per prosperare – conclude Santens – e il reddito di base è una base economica sicura: la nuova base su cui trasformare l’attuale precarietà e costruire un futuro più solido. Questo non vuol dire che sia il proiettile d’argento. È che i nostri problemi non sono impossibili da risolvere. La povertà non è un nemico soprannaturale, non lo sono l’estrema disuguaglianza o la minaccia della perdita di reddito di massa a causa dell’automazione. Sono tutte solo scelte. E, in qualsiasi momento, possiamo scegliere di farne delle nuove. Sulla base delle prove che già abbiamo e che probabilmente continueremo a realizzare, sono fermamente convinto una di quelle scelte dovrebbe essere reddito di base incondizionato, come un nuovo punto di partenza uguale per tutti».


Da: http://www.greenreport.it/


sabato 14 gennaio 2017

Gazzetta dell'Adda del 14 gennaio 2017 - Pagina Capriate San Gervasio

Blitz.
I militari hanno trovato nell’abitazione otto piante, 250 grammi di sostanza già essiccata e un kit di coltivazione.
Coltivava marijuana in casa, arrestato quarantenne.
Nel corso della perquisizione mirata nell’abitazione dell’uomo, i carabinieri della Compagnia di Treviglio hanno rinvenuto anche tutto il necessario per confezionare e frazionare gli stupefacenti e altri 700 grammi di parti degli alberelli.
Coltivava piantine nella sua abitazione ma non per la passione del giardinaggio.
E’ stato arrestato in città lo scorso fine settimana, un 40enne già noto alle forze dell’ordine e senza occupazione...

Urbanistica.
Incontro in Regione per Leolandia.

Incontro a tre in Regione per parlare della seconda fase di sviluppo del parco Leolandia. L’incontro è in programma giovedì e vedrà la partecipazione, oltre che dei rappresentanti del parco di divertimenti, di una delegazione del Comune di Capriate e di una del Comune di Brembate...

Solidarietà.
Oggi, sabato, la festa delle adozioni con il gruppo missionario.
Sono 260 i bambini seguiti da Capriate.

Oggi, sabato, il gruppo missionario celebra la festa delle adozioni.
Un appuntamento importante, quello che avrà luogo a partire dalle 19 alla Casa di riposo Ovidio Cerruti dal momento che, attualmente, i ragazzi seguiti con le adozioni a distanza attraverso il gruppo missionario...

Evento.
Vittoria per il New Team.
Grandi e piccoli al Palafest.

Tre giorni di grande di sport per l’edizione «Epifania» del Palafest. Protagonisti dei due tornei che si sono svolti dal giorno dell’Epifania a domenica al Palazzetto di via Bustigatti, sono stati i bambini dell’Uso Capriate...

Parrocchia.
Nel giorno dell’Epifania, in oratorio, si sono tenuti i due eventi.
Festa con la tombolata missionaria e i presepi.

Si è tenuta nel giorno dell’Epifania all’oratorio Sant’Alessandro, la tradizionale tombolata «Missionaria».
Il ricavato delle tre tombole in programma sarà devoluto ai dieci missionari capriatesi che attualmente svolgono la loro missione sparsi in vari paesi del mondo...


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venerdì 13 gennaio 2017

Via libera all'energia dalle maree.

Il governo brittannico si prepara alla costruzione di una nuova centrale elettrica la Tidal Logoon Power, il primo progetto al mondo ideato per sfruttare l’energia delle maree di laguna. L’impianto dovrebbe vedere la luce nel 2021, nel Galles del Sud e più precisamente nelle acque di Swansea Bay. Qui, infatti, la società intende realizzare, a partire dal 2018, una scogliera artificiale di circa 9,5 km intorno alla baia, scogliera dotata di idroturbine in grado di funzionare con le maree in entrata ed in uscita.


Il progetto può contare anche sul pieno appoggio di Londra. Il governo aveva incaricato l’ex ministro all’energia Charles Hendry di effettuare una revisione per verificare se la tecnologia potesse essere economicamente sostenibile in Gran Bretagna e valutare l’opportunità o meno di sostenere il progetto finanziariamente. Nel suo rapporto di valutazione il parlamentare britannico ha promosso a pieni voti la centrale, sostenendo che possa svolgere un ruolo economicamente vantaggioso nel mix energetico, contribuendo alla sicurezza dell’approvvigionamento e riducendo le emissioni di carbonio.

Per questo motivo Hendry ha chiesto al governo di procedere con i lavori, realizzando una prima centrale sperimentale. Le dimensioni sarebbero ancora contenute: a regime dovrebbe vantare una potenza di 320 MW e una produzione di energia per quattordici ore al giorno. Secondo la relazione, il costo medio per famiglia di un piccolo progetto come quello di Swansea Bay sarebbe di circa 31 pence (38 centesimi) all’anno per famiglia nel corso dei primi trenta anni, rispetto ai 24 pence richiesti dal nucleare. Dal canto loro, le centrali di sfruttamento delle maree dovrebbero avere un tempo di vita addirittura doppio rispetto ai reattori. “È meno di un litro di latte”, spiega Hendry. “Sono convinto che possiamo avviare una nuova industria e che possiamo farlo ad un costo accessibile per i consumatori”. L’idea è quella di realizzare nella baia gallese un modello da replicare su scala più ampia in altri sei progetti. Sommati insieme potrebbero avere una capacità totale di 17,6 GW, pari a circa il 30 per cento della capacità elettrica del paese.

Da: www.rinnovabili.it



giovedì 12 gennaio 2017

Il futuro dell'auto è sempre più elettrico.

Sempre più aziende hanno iniziato a investire seriamente su un futuro di una mobilità alternativa e più sostenibile e la riprova arriva dai molti modelli di auto ibride o elettriche che le molte società lanceranno nei prossimi anni, Volkswagen inclusa. Inoltre, il dieselgate ha probabilmente messo la parola fine all’era dei motori diesel, molto diffusi soprattutto in Europa ma che per rispettare le prossime severissime normative in materia di inquinamento diventeranno poco sostenibili economicamente per le case automobilistiche, almeno sui piccoli modelli di auto.

Samsung intanto promette una nuova generazione di batterie per auto elettriche in grado di recarsi in soli 20 minuti assicurando un'autonomia di 500 km per il 2021 e Tesla Motors ha da poco sperimentato il nuovo powertrain P100D, sistema dotato di batterie in grado di un'autonomia in elettrico di oltre 600 km.

Tesla sta spingendo molto sulle fonti di energia sostenibili. Per raggiungere questo obiettivo vuole produrre veicoli elettrici in volume sufficiente da spingere al cambiamento l'industria automobilistica e aprendo la Gigafactory nel giugno 2014 poco lontano da Sparks, in Nevada e nel 2018 raggiungerà piena capacità, producendo annualmente più batterie agli ioni di litio di quante ne sono state prodotte nel mondo nel 2013.

La Gigafactory verrà alimentata da fonti di energia rinnovabili, allo scopo di raggiungere un'energia netta pari a zero.

https://www.tesla.com/it_IT/gigafactory




sabato 7 gennaio 2017

Gazzetta dell'Adda del 6 gennaio 2017 - Pagina Capriate San Gervasio

Finalmente.
Modificata la convenzione le Amministrazioni hanno inviato la documentazione in Provincia.
Parcheggi autostrada, si vede la luce in fondo al tunnel Brembate e Capriate puntano all’apertura in primavera.
Due parcheggi, un unico problema: la gestione. Sono le due aree di sosta realizzate negli anni scorsi a ridosso dell’autostrada A4. Una più grande, sul territorio di Capriate, inutilizzata e l’altra, più piccola, sul territorio di Brembate, aperta al pubblico e utilizzata dai pendolari, ma anche oggetto di abbandono di rifiuti e sosta un po’ selvaggia.
Da tempo le due Amministrazioni si sono adoperate per cercare una soluzione al problema che ora, finalmente, sembra essere a portata di mano...


Capriate.
La manifestazione sportiva si chiuderà domani, domenica, con le finali
Palafest, prima edizione invernale del torneo

Tre giorni di calcio a cinque nel palazzetto dello sport di via Bustigatti.
La kermesse sportiva organizzata dall’Uso Calcio ha preso il via ieri pomeriggio, venerdì, con la fase del girone all’italiana in cui si sono sfidate le nove squadre di calcio a 5, categoria «liberi».
La giornata di oggi, sabato, sarà invece dedicata al calcio giovanile con i giovani calciatori dell’Uso Capriate che formeranno diverse squadre che si sfideranno tra di loro.
L’ultima giornata del «Palafest» è in programma domani, domenica...


Capriate.
26esimo trofeo Coral.
Capitale del judo per un giorno.

L’appuntamento, doppio è per domenica 29 gennaio. Quando centinaia di judoka provenienti da tutta Italia, si ritroveranno al palazzetto dello sport di via Bustigatti...


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giovedì 5 gennaio 2017

Regolamento Amici di Beppe Grillo Capriate San Gervasio

Premessa
Il nostro è un gruppo aperto composto da persone libere che si incontrano spontaneamente per condividere esperienze ed idee o sviluppare proposte allo scopo di partecipare e migliorare la vita politica e sociale del territorio.
E’ nato ispirandosi all’idea di partecipazione politica promossa da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio fondatori del Movimento 5 Stelle a livello nazionale e si riconosce nel suo Non-Statuto e nel suo programma nazionale rintracciabili entrambi nel portale nazionale beppegrillo.it/movimento5stelle.
L’adesione al gruppo Amici di Beppe Grillo Capriate San Gervasio come per quello nazionale non prevede quote d’iscrizione ed eventuali tessere.


Strumenti
E’ necessario distinguere tra strumenti di comunicazione e propaganda e strumenti di lavoro.
L’accesso è consentito ai soli attivisti del gruppo di Capriate San Gervasio.
Il presente regolamento è elaborato e viene aggiornato secondo i seguenti principi, allo scopo di garantire la massima democraticità e il rispetto reciproco fra i partecipanti al gruppo: rispetto, orizzontalità, trasparenza, condivisione.
1. Ogni regola in vigore può essere modificata o cancellata su semplice proposta di un aderente in occasione di un incontro ordinario, secondo i regolamenti sulla costruzione dell’Ordine del Giorno, la modifica deve essere poi approvata da una assemblea.
2. Ogni regola non può avere validità retroattiva dalla sua entrata in vigore.
3. Qualsiasi incarico ricoperto dai membri del gruppo si intende attivo sino alle dimissioni o a sfiducia del gruppo in riunione.

Attivisti
Per essere considerati Attivisti del gruppo bisognerà aver partecipato ad almeno due mesi e a più di un’attività del gruppo. Per attività non si intende unicamente la partecipazione alle riunioni, ma anche: presidio banchetti, partecipazione eventi organizzati dai Meetup e dal M5S, collaborazioni e lavoro su documentazioni.
Solo gli attivisti hanno diritto di voto in riunione, possono fissare gli ordini del giorno, avere la possibilità esclusiva di convocare riunioni e incontri.
In caso di assenza, l’attivista ha facoltà di delegare un altro attivista.
Ogni delegato può avere al massimo 2 deleghe.
Se l’attivista non partecipa per più di 2 mesi consecutivi alle attività, torna ad essere semplice simpatizzante. Per acquisire nuovamente il diritto di voto si richiede la partecipazione di 2 mesi di attività.
Il registro degli attivisti viene aggiornato infatti con una frequenza di due mesi dal referente in carica.

Riunioni e incontri

Le riunioni e gli incontri vengono organizzati guardando per prima, la disponibilità di chi ha problemi di lavoro per turnazioni e poi la disponibilità degli altri, senza pregiudicare il lavoro e le richieste di aiuto dei cittadini. Gli incontri preferibilmente vengono fatti in luoghi pubblici in modo da favorire i possibili simpatizzanti che volessero avvicinarsi al gruppo Amici di Beppe Grillo Capriate San Gervasio.

Strumenti di comunicazione
Il gruppo per comunicare utilizza preferibilmente whatsapp o telegram, in caso di comunicazioni importanti verrà usata la posta elettronica. I singoli attivisti devono fare attenzione a tutto quello che pubblicano sui social, ricordando che siamo identificati come ”M5S”. Tutti i documenti del gruppo sono archiviati in Drive e accessibili solo agli attivisti.

Referente
Viene votato dagli attivisti a maggioranza e ruota ogni 6 mesi. La candidatura a referente è su base volontaria. Qualora non ci fossero nuovi candidati che volessero avere l’incarico da referente, il referente attualmente in carica può continuare a mantenere il ruolo da referente fino a quando non ci sarà un nuovo candidato volontario. Il referente ha il compito di riportare il pensiero condiviso del gruppo in altri gruppi e viceversa, convocare le riunioni settimanali, definire gli Ordini del giorno, stendere il verbale e tenere aggiornato il registro attivisti. Soltanto il referente, è autorizzato a parlare , commentare e pubblicare notizie a nome del gruppo.

Gestione del conflitto
Qualsiasi attivista può proporre in riunione un chiarimento sull’operato di uno o più attivisti o simpatizzante.
Le persone coinvolte devono essere obbligatoriamente presenti alla riunione in cui si discute della divergenza.
Se non si presenta la persona oggetto della discussione senza una valida giustificazione perde i diritti di attivista.
La discussione deve prevedere obbligatoriamente una votazione in cui il gruppo prende ufficialmente posizione. Il gruppo potrà rimandare eventuali prese di posizione alla riunione successiva.
Le decisioni devono essere prese tramite votazione maggioritaria del 50%+1 degli attivisti presenti. La votazione è valida soltanto se partecipano al voto almeno 2/3 degli attivisti aventi diritto al voto (deleghe comprese). E’ obbligatorio verbalizzare il risultato della votazione.
La sospensione può essere irrogata per un periodo da uno o due mesi , per mancanze che abbiano provocato o rischiato di provocare una lesione all’immagine o una perdita di consensi od ostacolato l’azione politica del gruppo.

Cassa
E' istituita la cassa del gruppo. In apposita riunione si definisce chi assolverà alle funzioni di Tesoriere. Il tesoriere è incaricato della gestione delle risorse e il suo incarico viene rinnovato annualmente.
Non sono previste auto-tassazioni annuali o periodiche, ma eventuali raccolte fondi in previsione di spese. Non è ammesso l’acquisto personale del materiale ma si accettano donazioni.
In caso di scioglimento, i residui di cassa e i beni del gruppo vanno in beneficenza a ad un altro Meetup.
Non sono previste restituzioni del versato a chi decide di lasciare il gruppo per qualsiasi motivo. Ai fini della massima trasparenza si tiene apposito registro cassa entrate/uscite in apposita pagina dedicata. Il Tesoriere apporterà i dovuti aggiornamenti della cassa.

Modifiche del regolamento

Modifiche al regolamento o sfiducia di un membro si approvano e decidono in una riunione dedicata regolarmente convocata tramite meetup solo con l’approvazione da parte di una maggioranza qualificata (2/3 degli attivisti), altrimenti verrà aperta una votazione online dove ogni attivista avrà tempo sette giorni (per la sfiducia 3 giorni) per esprimere il suo voto. Con la votazione online non si terrà conto della regola che devono votare almeno 2/3 degli attivisti.