lunedì 26 dicembre 2016

Diesel, filtro antiparticolato e inquinamento.

Dopo la Volkswagen con il dieselgate e altre marche automobilistiche sospettate di irregolarità nella gestione inquinamento, vediamo un altro problema dei motori diesel; il filtro antiparticolato.

Molti automobilisti infatti si lamentano di un filtro FILTRO ANTIPARTICOLATO INTASATO, con le conseguenze di un auto con problemi, costringendoli spesso all'assistenza in officina.

Il problema ormai noto ai meccanici – ma soprattutto a chi possiede un veicolo dotato di DPF – sono le brevi percorrenze chilometriche e i percorsi prevalentemente urbani dove la centralina non riesce ad eseguire la rigenerazione del filtro e spesso siamo costretti a rivolgerci al meccanico per forzare la rigenerazione con la diagnosi.

Molti, purtroppo per aggirare questo ostacolo, eliminano il filtro antiparticolato intasato sostituendolo con un semplice tubo. Spesso sono i meccanici a consigliare questa operazione simulando il corretto funzionamento del filtro con dei segnali inviati alla centralina.

Consigliamo a tutti di non eliminare mai il filtro. La cosa migliore è l’assistenza delle aziende specializzate.

Con i controlli sempre più ferrei da parte della motorizzazione, diventa indispensabile la pulizia o la sostituzione del filtro, ma sopratutto per rispetto dell’ambiente e della salute pubblica sperando in futuro dove i motori diesel e a benzina vengano sostituiti da motori elettrici.


Le tipologie di sistema filtro particolato, utilizzate sono fondamentalmente 2: DPF o FAP, queste due tipologie di sistema filtrante si distinguono per la loro struttura e per il loro funzionamento. La differenza maggiore, risiede fondamentalmente nella strategia di rigenerazione dei filtri ceramici veri e propri.

Filtro DPF:
intrappola il particolato basandosi sulla post combustione allo scarico. La centralina provoca delle extrainiettate di gasolio in camera di combustione. La quantità di gasolio in eccesso dalla camera di combustione viene bruciata allo scarico. In questa fase l’accensione simultanea delle candelette favorisce la combustione che brucia il particolato depositato in prossimità della cella del filtro stesso.

Sistemi FAP: il particolato posizionato all’interno del relativo filtro viene bruciato dopo un certo periodo di tempo. Grazie a una sostanza grassa e infiammabile detta cerina (a base di ossido di cerio) viene additivata al gasolio. Quando la centralina rileva un intasamento del filtro (pressione differenziale tra ingresso e uscita del filtro) avviene la combustione con un sistema identico a quello del DPF.



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