mercoledì 13 luglio 2016

Strisce blu: multe contestabili se il parchimetro non è abilitato al bancomat o alla carta di credito

In moltissimi comuni sembra non si sappia nulla della scadenza del primo luglio che è passata praticamente sotto silenzio, ma la normativa è chiara: la legge di stabilità del 2012 imponeva alle amministrazioni ed ai gestori privati di parcheggi, di adeguare entro il primo luglio 2016 le strutture per la gestione della sosta tariffata con l’introduzione dal pagamento tramite la carta di credito.

Il comma 901 della legge, con il fine di incentivare i pagamenti elettronici, prevede infatti che “dal 1° luglio 2016, le disposizioni di cui al comma 4 dell’art. 15 del d.l. n. 179/2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 221/2012, si applicano anche ai dispositivi di cui alla lettera f) del comma 1 dell’articolo 7 del codice della strada“, estendendo dunque ai dispositivi di controllo di durata della sosta, l’obbligo di “accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito e carte di credito”.
La conseguenza diretta dell’entrata in vigore della legge è che gli automobilisti possono sentirsi legittimati a sostare gratuitamente se il parchimetro non consente il pagamento tramite pos, e senza incorrere in alcuna sanzione per il mancato pagamento della sosta.

L’unica ancora di salvezza per il Comune è dimostrare, come previsto nella stessa legge di stabilità, di non aver potuto procedere all’introduzione del pagamento elettronico per oggettiva impossibilità tecnica.

La novità, ancora poco conosciuta dagli utenti della strada, consentirebbe quindi di contestare un’eventuale multa per mancato pagamento nei parcheggi blu, ma un ricorso, come si sa, rischia di costare molto di più della multa stessa e quindi il consiglio, per il momento, è di continuare a pagare.

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