- #InformazioneFormazioneAzione - Prossimo banchetto il 16/12/2017 con i nostri candidati alla Regione Lombardia -

domenica 31 gennaio 2016

Rifiuti tra gli alberi in Via Orefici a San Gervasio

Su segnalazione di un cittadino siamo andati a fare delle fotografie. Ecco come si presenta, oggi 31 gennaio 2016, lo spazio tra gli alberi in fondo a destra del parcheggio di Via Orefici a San Gervasio.









Vedremo inoltre da indagare su quell'area cantiere (visibile dalla foto satellitare), dove sembra esserci anche dei rifiuti.



Clamoroso: il decreto salva-banche è illegittimo. Alessio Villarosa (M5S) vi spiega perché


 





sabato 30 gennaio 2016

Il Villaggio di Crespi ha rilevanza non solo per la Lombardia, ma per tutto il paese.

L'amministrazione comunale spiegherà l'intera vicenda ad una assemblea pubblica venerdì 5 febbraio alle ore 21 al palazzetto dello sport in Via Busigatti.

Relatori della serata saranno l'ingegner Marcello Fiorina e l'avvocato Andrea Di Lascio.












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giovedì 28 gennaio 2016

Energia alternativa: nuovi orizzonti per la mobilità sostenibile

Sentiamo molto parlare di energie alternative specialmente in ambito della mobilità sostenibile. Sono due temi che, oggi più che mai, sono imprescindibili; viviamo in un mondo sempre più inquinato anche a causa di un concetto perverso di moderna mobilità, che non solo si ripercuote sull'ambiente ma anche sulla salute psicofisica delle persone.
È quindi più che mai oggi necessario un sistema di mobilità in grado di conciliare il diritto a muoversi con l'esigenza di ridurre al minimo l'inquinamento e tutto ciò che ne consegue, come le emissioni di gas serra, lo smog, l'inquinamento acustico, la congestione del traffico urbano con relativo stress delle persone e l'incidentalità. Queste esternalità hanno un costo sociale elevato che grava su tutti e possono essere rimosse soltanto adottando tecnologie alternative e obbligatoriamente pulite, oltre che con una adeguata regolamentazione. Di quest'ultima le principali responsabili sono le amministrazioni pubbliche.
Le nuove tecnologie come l'idrogeno, in modo particolare, possono dare un contributo importantissimo alla mobilità sostenibile, rendendo quest'ultima vera, autentica. Le scadenze non sono più procrastinabili e in quest'ottica la bozza del "piano nazionale per lo sviluppo della mobilità sostenibile basata sull'idrogeno" deve fornire una risposte esaurienti.
I progetti e gli obiettivi realizzabili con le nuove tecnologie e fonti di energia pulite sono ambiziosi ma non impossibili. Pensate un po' ai principali vantaggi che se ne possono trarre: riduzione della dipendenza dal petrolio del sistema di trasporto europeo, riduzione delle emissioni di gas serra con conseguente miglioramento della qualità dell'aria nelle aree urbane rispettando i limiti imposti dall'Europa e aumentando la competitività dell'industria europea, per non parlare poi della spinta che nel contempo si può dare verso l'innovazione e generare quindi una crescita economica.

Ne parliamo all'evento "Alternative Energy: new horizons for sustainable mobility", organizzato dalla portavoce Daniela Aiuto:

 




 
Fonte: Beppe Grillo



lunedì 25 gennaio 2016

Crespi d'Adda - La fabbrica devastata.

Ecco come si presentava, fino a tutto il 2013, lo stabilimento di Crespi d'Adda. Un intero immobile, che entra a far parte della lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità nel dicembre del 1995, che viene lasciato, per oltre dieci anni, in balia di se stesso. Senza difesa, senza protezione e senza vigilanza.


             



sabato 23 gennaio 2016

La fabbrica di Crespi e la centrale elettrica.

Fabbrica di Crespi - Il Sindaco: "Se l'operatore accetterà le nostre proposte potremmo ritrovare la serenità per ripartire"


Centrale elettrica - Turbine pronte, si riparte in primavera

 Fonte: Gazzetta dell'Adda del 26 gennaio 2016


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venerdì 22 gennaio 2016

Spiraglio su Crespi, ma serve l'accordo di programma.

Eco di Bergamo del 22 gennaio 2016


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Ora come non mai prima, è sempre più semplice accedere al microcredito.

Il Movimento 5 Stelle ha stilato con Intesa Sanpaolo una vera e propria collaborazione produttiva, che ha permesso di scrivere, in maniera estremamente chiara in un opuscolo, le condizioni per l’accesso al ‪#‎Microcredito‬. Sono condizioni vantaggiose, il tasso è del 5,5%, non viene richiesta nessuna garanzia reale e viene fornita assistenza sia in fase di istruttoria che nel tutoraggio successivo.
Il prospetto informativo è disponibile presso ogni filiale di Intesa Sanpaolo.
Si possono avere tutte le informazioni collegandosi al sito www.intesasanpaolo.com oppure telefonando al numero verde 800 303 306.


                       





giovedì 21 gennaio 2016

L’Italia verso la green economy, la legge 221/2015 sulla gazzetta ufficiale.

Più slancio per la green economy attraverso azioni mirate su green public procurement, certificazioni volontarie e impronta ambientale.

Misure anche su rifiuti, bonifiche, acque e gas serra. 
Entrata in vigore il 2 febbraio 2016.


Sulla Gazzetta Ufficiale del 18 gennaio 2016, n. 13, è stata pubblicata la legge 28 dicembre 2015, n. 221 «Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali», il cosiddetto “collegato ambientale” alla legge di stabilità 2014.
Per effetto, entrano in vigore dal 2 febbraio 2016 una nutrita serie di misure in materia di:

– valutazione di impatto ambientale e sanitario;

– emissioni di gas a effetto serra e impianti per la produzione di energia;

– gestione dei rifiuti;

– risarcimento del danno ambientale e ripristino ambientale nei SIN;

– difesa del suolo;

– gestione delle risorse idriche;

– impianti radioelettrici;

– scarichi e riutilizzo beni usati;

– inquinamento acustico;

– dragaggio;

– green economy (certificazioni volontarie, green public procurement, impronta ambientale);

– incentivi per prodotti derivanti da materiali post consumo o da recupero scarti;

– rifiuti di imprese agricole.

Di seguito il link della legge n. 221/2015 e il pdf scaricabile.

Link, PDF


Un grandissimo Nicola Morra in riposta al premier in aula sulle riforme.

            


sabato 16 gennaio 2016

✰✰✰✰✰Il nostro pensiero sul caso Crespi✰✰✰✰✰

In data 14 gennaio  2015 il gruppo Amici di Beppe Grillo Capriate San Gervasio ha inviato questa e-mail al Sindaco e a tutta la giunta sul caso della fabbrica di Crespi:



"Dopo aver visionato il protocollo d'intesa e le comunicazioni intercorse tra la proprietà è l'amministrazione, il nostro gruppo si schiera dalla parte del comune e crede nell'operato, del sindaco, giunta, tecnici e legali; spera che si giunga ad un' accordo che soddisfi pienamente le parti.

Auspica che il progetto possa proseguire ma che non debba essere concluso a tutti i costi, penalizzando l'interesse dei cittadini e comunque nel rispetto delle leggi vigenti (prevedendo i contenziosi con le recenti sentenze della giurisprudenza).

Rimarrà vigile confidando in una assemblea che presenti ai cittadini le ragioni dell'amministrazione e proseguire cosi una forte coesione nell'intento espresso."




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Caso Crespi: si riapre la trattativa?

Gazzetta dell'Adda del 16 gennaio 2016

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venerdì 15 gennaio 2016

Trasformare l'auto in elettrica, ora si può: il decreto in Gazzetta

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che disciplina la trasformazione dei veicoli a motore endotermico in elettrici. Ora si può convertire in elettrica un'auto, utilizzando un kit composto da motore elettrico con convertitore di potenza, pacco batterie e interfaccia per la ricarica. L'Italia gioca in anticipo rispetto ad altri paesi UE.



Nei giorni scorsi è stato fatto un grande passo nel percorso di avvicinamento a una maggiore fruibilità dell’auto elettrica. È stato infatti pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che disciplina la trasformazione dei veicoli a motore endotermico in veicoli elettrici (allegato in basso). Questo passaggio era necessario per regolamentare, come previsto dal nuovo Codice della Strada, le procedure per commutare (il cosiddetto “retrofit”) un veicolo con motore a benzina o gasolio in uno a esclusiva trazione elettrica.

Finora tale possibilità era fortemente penalizzata dai costi della conversione, ancora troppo elevati rispetto alle aspettative del mercato: le principali cause erano proprio la mancanza di norme tecniche e gli ingenti oneri di omologazione, spiega Confartigianato, che ha fortemente voluto il decreto.
Come avviene la trasformazione

Grazie al provvedimento ora vi sono le basi per effettuare la trasformazione dei veicoli utilizzando un kit composto da un motore elettrico con convertitore di potenza, un pacco batterie e un'interfaccia con la rete per la ricarica delle batterie stesse. Il tutto con una procedura molto simile a quella del montaggio di un impianto a GPL o metano.
 
In pratica il produttore del kit deve sottoporlo all’omologazione e fornire le prescrizioni per il montaggio, che verrà poi eseguito dall’autoriparatore; questi, una volta terminata l’installazione, porterà l’auto alla Motorizzazione che, a seguito di visita e prova, provvederà all’aggiornamento della carta di circolazione del mezzo.



giovedì 14 gennaio 2016

M5S‬, Di Maio: “Accordo con Intesa Sanpaolo per il microcredito. Quarto? Diffamati da Pd perché supero Renzi nei sondaggi”


Progetto per Crespi "Pronti a trovare soluzioni condivise"

 Dall'Eco di Bergamo del 13 gennaio 2016

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venerdì 8 gennaio 2016

Quarto e M5S: tutta la storia

Quarto è un comune della Campania di 40000 abitanti, che è stato sciolto per camorra 3 volte negli ultimi anni. Alle ultime elezioni succede qualcosa di surreale: a causa di vizi di forma e di irregolarità 8 liste sono state escluse dal tribunale per le competizioni elettorali. 8 liste sia di centrosinistra che di centrodestra. A elezioni vanno il M5S e due liste civiche.

Ne risulta una vittoria facile facile per il M5S,con la nuova sindaco Rosa Capuozzo.



La vita del sindaco inizia però subito con degli strani dossier, mandati da un consigliere dell'opposizione a tutti i membri del consiglio comunale, che la accusano di abusi edilizi. Rosa Capuozzo chiama le autorità a casa sua, fà verificare l'abitazione e le misure, e si reca a sporgere querela per diffamazione. Su questa vicenda si parla spesso di “sindaco accusato di abuso”, ma in realtà non c’è alcuna accusa da parte della magistratura, neanche un’indagine in corso. L’accusa viene solo da un dossier anonimo.

Recentemente (14 dicembre) un consigliere della giunta, Giovanni De Robbio, viene espulso dal sindaco per aver ostacolato l'attuazione del programma. 9 giorni dopo si scopre che questo consigliere è sotto inchiesta per essere stato eletto con voti camorristi, e tramite un intercettazione si scopre che il clan Polverino l’ha fatto eleggere per ottenere in cambio favori ben chiari: un assessore in giunta, una nomina per il cimitero comunale per un amico (figlio di un dirigente del PD), l’appalto dello stadio. L’intercettazione è illuminante, l’esponente del clan dice: “o ci danno l’assessore o faremo cadere la giunta”.

Di tutto quello che si sa dalle intercettazioni, il consigliere comunale eletto coi voti della camorra non ottiene nulla. Ne l’assessorato, ne il cimitero, ne lo stadio. Per ottenerli era arrivato anche a ricattare il Sindaco Capuozzo, motivo per il quale è indagato anche per estorsione. Ma anche così, tutto cio che ottiene è l’espulsione. Il sindaco Capuozzo viene accusato di non aver denunciato l’estorsione, ma lei ha spiegato che non si è manifestata una minaccia tale da configurare un reato penale, ma solo pressioni di tipo politico.

Tutta questa vicenda si scopre il 20 dicembre. La notizia esce sui giornali, il PD attacca, il M5S si difende. 2 giorni fa, la notizia riesce sui giornali. Ci sono state novità? No. Le notizie sono sempre le stesse, nessuno sviluppo, però il PD riattacca, i giornali ridanno le notizie. Gli opinisti si scatenano. Evidentemente le vacanze natalizie non erano un buon momento per aver l’attenzione mediatica necessaria per spostare gli equilibri elettorali. Ma si sà, gli attacchi politici del partito democratico sono così fantastici da influenzare anche il tempo e lo spazio.

Ecco che inizia la nuova campagna di fango sui media nazionali “Quarto da sciogliere per mafia” “M5S uguale o peggio degli altri”.

In realtà la situazione è chiara (a meno di nuovi sviluppi) e il M5s non ne esce male: un clan camorrista che non aveva nessun appoggio storico alle elezioni (per via della decizione del Tar di escludere quasi tutte le liste) è stato costretto a buttarsi sull’unico candidato possibile: il M5S.

Grazie ai voti che controllava, il clan camorrista è riuscito così a far eleggere una persona nel consiglio comunale per avere dei favori. Non è impossibile, se controlli molti voti, far eleggere una persona in un movimento dove la candidature sono aperte a tutti (una volta superati i requisiti di incensuratezza che richiede il m5s). Il punto è che la camorra ha infiltrato il movimento, ma non l’ha controllato. Basti pensare a quello che è successo a Roma, dove la mafia di Buzzi aveva infiltrato il consiglio e la giunta, ma era anche riuscita a ottenere moltissimi appalti (sui rifiuti, su emergenza case, sui campi Rom, etc). Eppure in quell’occasione, nonostante i favori continui fatti alla mafia il PD ha difeso costantemente il sindaco Marino, fino a cacciarlo per altri poco chiari motivi (dissero che si era rotto un fantomatico “rapporto coi cittadini”).

Nel caso di Quarto invece, il consigliere che la camorra ha infiltrato non è riuscito a ottenere nulla, al punto da essere costretto a ricorrere al ricatto (e forse all’estorsione) nei confronti del sindaco, sbattendo però contro un muro.

Ecco la differenza tra un partito corrotto e un movimento sano: in entrambi la camorra può infiltrarsi, ma nel primo ottiene risultati, nel secondo trova muri.

Fonte: lantigiornalista

lunedì 4 gennaio 2016

Perchè la scuola deve usare esclusivamente software libero.

Esistono motivazioni generali perché tutti gli utenti informatici debbano insistere con il software libero: esso offre agli utenti la libertà di poter controllare il proprio computer; con il software proprietario il computer fa quanto stabilito dal proprietario del software, non quel che vuole l’utente. Il software libero offre inoltre agli utenti la libertà di poter collaborare tra loro. Queste caratteristiche si applicano alla scuola come a qualsiasi altro soggetto. Lo scopo di questo articolo è di evidenziare le caratteristiche che si applicano in modo specifico al settore dell’istruzione.
In tutte le attività legate all’istruzione, come le scuole, deve esserci l’obbligo morale di insegnare solo software libero.



Ecco i motivi:

Il software libero consente alle scuole di risparmiare. Il software libero offre agli istituti scolastici, come ad ogni altro utente, la libertà di copiare e ridistribuire il software, di conseguenza il sistema didattico può farne copie per tutti i computer di tutte le scuole. Nei paesi poveri, ciò può contribuire a colmare il divario digitale.
Quest’ovvia motivazione, pur se importante nella pratica, è alquanto superficiale. E gli sviluppatori di software proprietario possono eliminare questo svantaggio donandone delle copie alle scuole. (Attenzione! Una scuola che accetti simili offerte potrebbe ritrovarsi a dover pagare per i successivi aggiornamenti).  Passiamo quindi a considerare le motivazioni più profonde.

La scuola ha una missione sociale: insegnare a chi studia a diventare cittadino di una società forte, capace, indipendente, collaborativa e libera. Dovrebbe promuovere l’uso del software libero così come promuove il riciclaggio. Se la scuola insegna l’uso del software libero, gli studenti tenderanno ad usarlo anche dopo aver conseguito il diploma. Ciò aiuterà la società nel suo insieme ad evitare di essere dominata (e imbrogliata) dalle multinazionali.

Quel che la scuola dovrebbe evitare di fare è insegnare la dipendenza. Le multinazionali offrono alle scuole dei campioni gratuiti per lo stesso motivo per cui le aziende produttrici di tabacco distribuiscono sigarette gratis: creare dipendenza nei giovani. Una volta che gli studenti saranno diventati adulti, queste aziende non offriranno loro più alcuno sconto.

Il software libero consente a chi studia di poter imparare il funzionamento di un programma. Alcuni studenti, quando diventano adolescenti, vogliono imparare tutto quanto c’è da sapere riguardo al computer e al software. Sono animati dalla fervida curiosità di leggere il codice sorgente dei programmi che usano ogni giorno. Per imparare a scrivere del buon software, gli studenti devono poterne leggere e scrivere una grande quantità. Hanno bisogno di leggere e comprendere programmi reali, di uso concreto. Solo il software libero permette questo.

Il software proprietario ne respinge la sete di conoscenza; dice loro: “La conoscenza che stai cercando è un segreto: vietato imparare!” Il software libero incoraggia tutti ad imparare. La comunità del software libero rifiuta “il sacerdozio della tecnologia”, secondo cui il grande pubblico va tenuto nell’ignoranza sul funzionamento della tecnologia; noi incoraggiamo gli studenti di ogni età e situazione a leggere il codice sorgente e ad imparare tutto quello che vogliono sapere.

La più profonda motivazione in sostegno all’utilizzo del software libero nella scuola è per la formazione morale. Dalla scuola ci si aspetta l’insegnamento di fatti fondamentali e di capacità utili, ma ciò non ne esaurisce il compito. Missione fondamentale della scuola è quella di insegnare a essere cittadini coscienziosi e buoni vicini, e quindi anche ad aiutare gli altri. In campo informatico ciò significa insegnare la condivisione del software. Le scuole, a cominciare dalle elementari, dovrebbero dire ai ragazzi: “Se porti a scuola del software devi dividerlo con gli altri bambini. E devi mostrare il codice sorgente ai compagni, se qualcuno vuole imparare.”

Naturalmente la scuola deve praticare quanto predica: agli studenti dovrebbbe essere consentito copiare, portare a casa e ridistribuire ulteriormente tutto il software installato all’interno dell’istituto.

Insegnare a chi studia l’uso del software libero, e a far parte della comunità del software libero, è una lezione di educazione civica sul campo. Ciò insegna inoltre il modello del servizio pubblico anziché quello dei potentati. Il software libero dovrebbe essere usato in scuole di ogni ordine e grado.

Articolo tratto da GNU.org di Richard Stallman