domenica 29 novembre 2015

Economia circolare: così le merci non diventano rifiuti

Sull'economia circolare, ovvero le merci che non diventano rifiuti, il Movimento 5 Stelle ha presentato con Paola Nugnes la sua proposta di legge, qui sotto le slide e i 19 punti della proposta.

              

Economia circolare - Paola Nugnes

1. La vera prosperità è basata sulle risorse naturali non su quelle finanziarie Questo sistema non funziona.

2. Ultimo rapporto della BANCA MONDIALE: la produzione dei rifiuti è destinata a raddoppiare a livello mondiale entro il 2025 La gestione dei rifiuti potrà passare da 205 miliardi di dollari a 375 miliardi.

3. Noi europei consumiamo  14 tonnellate di materie prime a testa contro le 5 tonnellate considerate da alcuni importanti studi il limite “tollerabile”  l’utilizzo delle risorse naturali ha avuto una  accelerazione di un fattore 8 nel corso del XX  secolo causando gravi danni ambientali e  l’esaurimento delle risorse naturali a livello mondiale

Settimana di furti e raggiri a Capriate San Gervasio

 




Gazzetta dell'Adda del 28 novembre 2015


venerdì 27 novembre 2015

Marcia del 29 Novembre contro i cambiamenti climatici, il Movimento 5 Stelle Partecipa

              
Non c'è più tempo. Il vertice internazionale sul clima di Parigi è l'ultima fermata del treno impazzito e spinto a tutta velocità verso il baratro.
Il primo passo della cura è limitare i danni. Dobbiamo ridurre le emissioni di gas serra in modo da limitare l'incremento di temperatura terrestre ad un livello tale da evitare le conseguenze più disastrose del cambiamento climatico. L'obiettivo dei due gradi appare un obiettivo politicamente ambizioso e difficile da raggiungere. Tuttavia il sistema climatico del nostro pianeta se ne infischia delle nostre difficolta politiche: infatti, per la scienza del clima, l'obiettivo non è sufficientemente ambizioso.
Nella risoluzione a firma Massimo De Rosa e Mirko Busto abbiamo detto chiaramente quello che bisogna fare: non chiediamo al governo di andare "a fare il bravo" a Parigi. Dobbiamo rivoluzionare il sistema.
L'incremento di 2 °C rappresenta più appropriatamente la soglia tra cambiamento climatico "pericoloso" ed "estremamente pericoloso".
Puntare ad un innalzamento massimo di 1,5 gradi è tecnicamente possibile, abbiamo le risorse tecnologiche per farlo. Ce lo dice uno studio pubblicato a maggio di quest'anno (2015) sulla rivista Nature Climate Change.

giovedì 26 novembre 2015

Il software di Microsoft è malware

Malware significa software progettato per funzionare in modi che maltrattano o danneggiano l'utente. (Questo non include errori accidentali.) Questa pagina spiega come il software di Microsoft sia malware.
Malware e software non libero sono due problemi separati. La differenza tra software libero e software non libero sta nell'avere controllo del programma o viceversa. Non è una questione che riguarda direttamente ciò che il programma fa in esecuzione. Comunque, nella pratica, il software non libero è spesso malware, perché gli sviluppatori, consapevoli dell'impossibilità da parte degli utenti di riparare eventuali funzionalità malevole, sono tentati ad imporne.


  • Tipo di malware
  • Backdoor
  • Sabotaggio
  • Sorveglianza
  • DRM (che chiamiamo “Digital restrictions management”, in italiano, “gestione digitale delle restrizioni”) significa funzionalità volte a limitare il controllo che gli utenti hanno sui dati contenuti nei propri computer.
  • Prigioni—sistemi che impongono restrizioni alle applicazioni.
  • Tiranni—sistemi che vietano l'installazione di sistemi operativi non “autorizzati” dal produttore.

Backdoor di Microsoft

Vittoria M5S: Bimbi salvi dalla pubblicità su Rai YoYo!!!


Dal primo maggio 2016 su Rai YoYo non ci sarà mai più la pubblicità. I bambini non saranno più bombardati da spot pubblicitari. Una tv pubblica deve tutelare le persone partendo proprio dai più piccoli.
A essere eliminata sarà anche la pubblicità nei canali culturali Rai 5 e Rai Storia.

Fonte


mercoledì 25 novembre 2015

25 novembre, giornata contro la violenza sulle donne.

Noi del gruppo Amici di Beppe Grillo di Capriate San Gervasio vogliamo ricordare questa Giornata invitando tutti alla riflessione e con questa frase:

La violenza contro le donne è forse la violazione dei diritti umani più vergognosa. Essa non conosce confini né geografia, cultura o ricchezza. Fin tanto che continuerà, non potremo pretendere di aver compiuto dei reali progressi verso l’uguaglianza, lo sviluppo e la pace. (Kofi Annan)
 
La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è stata istituita con dall’Onu nel 1999, invitando governi, organizzazioni governative e non governative, media e società civile a sensibilizzare sulla violenza di genere le società. È stata scelta la data del 25 novembre poiché in quel giorno del 1960, nella Repubblica Dominicana vennero uccise le tre sorelle Mirabal – Patria Mercedes, María Argentina Minerva e Antonia María Teresa –, assassinate per il loro impegno politico contro l’allora dittatore Rafael Leónidas Trujillo (una quarta sorella, Bélgica Adela Mirabal-Reyes, non venne uccisa). Il 25 novembre è diventata così il simbolo dell’atto d’accusa della società civile nei confronti del fenomeno, purtroppo ancora in crescita, della violenza sulle donne.

Iniziative in tutto il mondo celebrano la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne perché ovunque sono milioni le vittime di aggressioni e soprusi.


lunedì 23 novembre 2015

Il Governo aveva a disposizione 3 MILIARDI di Euro e li ha utilizzati per salvare 4 BANCHE!!!


Con un decreto dall’effetto immediato, ovvero a partire già da oggi, lunedì 23 novembre, il Governo ha varato il piano per salvare le quattro banche italiane che nelle ultime settimane avevano pubblicamente annunciato di non riuscire più a sopportare le eccessive sofferenze a cui erano esposti alcuni asset dei propri bilanci. Si tratta di Banca Marche, Banca popolare dell’Etruria e del Lazio, Cassa di risparmio di Ferrara e Carichieti.

Gli analisti concordano sul fatto che all’origine della crisi di tutte e quattro queste banche ci sia una gestione disinvolta, se non ai limiti dell’irresponsabilità, del credito.

l’Italia esporterà materie prime e in cambio importerà scarti di produzione!!!


In pochi ne hanno parlato, ma lo scorso 23 settembre il consiglio regionale della Lombardia ha approvato l’accordo italo-svizzero circa la gestione transfrontaliera dei materiali inerti. Un accordo che, nelle intenzioni di chi lo ha stipulato servirebbe: «ad instaurare e a sviluppare la collaborazione transfrontaliera nell’ambito della gestione e destino dei materiali inerti per l’edilizia dalla Lombardia verso il Ticino e del materiale di scavo non inquinato e dei rifiuti edili di origine minerale dal Ticino verso la Lombardia» ma che in realtà rischia di penalizzare fortemente il territorio lombardo.
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L’accordo stabilisce in sintesi, che le imprese del Canton Ticino potranno importare agevolmente sabbia, ghiaia e materiale di costruzione, mentre in Italia finiranno inerti e materiali di scarto. Tali materiali – secondo l’accordo – saranno ri-utilizzati per riempire le cave esistenti dismesse, presenti sul territorio. Se ve lo state chiedendo, sì avete capito bene: l’Italia esporterà materie prime e in cambio importerà scarti di produzione.

Il regolamento del MoVimento 5 Stelle



1. Sono iscritti al MoVimento 5 Stelle i cittadini italiani di maggiore età che ne abbiano fatto richiesta in rete secondo le procedure di cui al link www.beppegrillo.it/movimento/regolamento/1.html, dei quali sia stato accertato il possesso dei requisiti indicati nel “non statuto”. La procedura di identificazione ed accettazione viene effettuata dal gestore del sistema informatico del blog www.beppegrillo.it incaricato dal capo politico del MoVimento 5 Stelle, nel rispetto della normativa sulla riservatezza e sulla protezione dei dati personali. La procedura di certificazione dell'iscrizione si conclude con comunicazione da inviare all'indirizzo mail indicato nella domanda, entro sei mesi dall'inoltro della domanda stessa con allegata la relativa documentazione e comporta dalla data indicata nel sito l'abilitazione da parte del sistema informatico a partecipare alle votazioni in rete.
Gli iscritti al MoVimento 5 Stelle hanno diritto:
a) di partecipare nell'ambito del blog www.beppegrillo.it alle discussioni su tematiche ed iniziative di interesse nazionale e locale, contribuendo anche alla determinazione dell'indirizzo politico degli eletti sotto il simbolo del MoVimento 5 Stelle, secondo le procedure previste nei link forum www.beppegrillo.it/movimento/regolamento/2.html  e lex www.beppegrillo.it/movimento/regolamento/3.html ;
b) di partecipare, esprimendo il proprio voto, alle votazioni in rete indette per le decisioni di indirizzo e di rilevanza politica, fra le quali, in particolare, la scelta dei candidati alle elezioni e la determinazione del programma politico da perseguire;
c) di candidarsi per le elezioni nazionali, europee, regionali e locali secondo le procedure previste nei link www.beppegrillo.it/movimento/regolamento/4.html e sempreché in possesso dei requisiti ivi indicati;
Gli iscritti al MoVimento 5 stelle non possono né rappresentare il MoVimento 5 Stelle, né utilizzare il simbolo per iniziative e manifestazioni non espressamente autorizzate dal capo politico del MoVimento 5 Stelle o, se nominati, da delegati territoriali.

sabato 21 novembre 2015

Reddito di cittadinanza? La Costituzione già prevede qualcosa di molto simile!!!

Articolo 38 

Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale.
I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.
Gli inabili ed i minorati hanno diritto all'educazione e all'avviamento professionale.
Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato.
L'assistenza privata è libera.




La norma costituzionale è chiarissima e la portata precettiva è evidente. Qualsiasi disposizione di legge che non assicuri mezzi adeguati alle esigenze di vita di chi è invalido o disoccupato involontario è illecita!!!

Articolo 38 della costituzione italiana 

venerdì 20 novembre 2015

Piccole vittorie per adesso, ma vittorie di democrazia. Vittorie di speranza.

Si è ottenuto poco finora? Forse è vero, ma senza il MoVimento adesso non ci rimarrebbero nemmeno le briciole. Non avremmo più diritti. Saremmo nudi, senza difese, alla mercé dei potenti di turno. Avete visto cos’hanno fatto alla Costituzione, alla scuola, alla sanità... E avrebbero fatto di peggio se non ci fossero stati dei coraggiosi ad alzare la voce ed urlare il proprio sdegno verso quello scempio dei nostri diritti. Non ci sarebbero nemmeno milioni di persone pervase da un’improvvisa presa di coscienza politica. Avremmo ancora a disposizione la solita finta scelta tra truffatori che fingono di volere il bene dei cittadini, fingono di andare l’uno contro l’altro, fingono di essere diversi, di voler darci più opzioni di scelta, arrivando persino ad insultarsi per reggere il gioco, salvo poi mangiare alla stessa tavola, sazi.
Ma ormai non fingono nemmeno più. L’idea di onestà del MoVimento gli ha messo paura, ha messo a rischio il loro piccolo mondo dorato fatto di privilegi. Il MoVimento li sta mettendo in difficoltà, denunciando le loro truffe, i loro furti, le loro menzogne. Ma la cosa che più di tutte li mette in difficoltà è un’altra: la natura dei nuovi arrivati. Con loro le lusinghe, le promesse di un posto migliore, di soldi e privilegi non funzionano, perché rappresentano una razza mai vista fino ad oggi in Parlamento: gli onesti. E con gli onesti non puoi usare i trucchetti che hai sempre usato con gli altri. Non li puoi irretire, corrompere ed ingabbiare con i soliti mezzucci, soprattutto quando questi onesti hanno in mente una missione, un’ideale di Paese migliore PER TUTTI.
Si pongono per la prima volta come vera e concreta alternativa agli italiani, un’alternativa fatta di Onestà, Equità e Trasparenza, che dà finalmente al cittadino la possibilità di SCEGLIERE.
Se una persona vuole il cambiamento, il Vero Cambiamento, ora lo può scegliere. Lo può persino sostenere a voce alta. Può essere egli stesso in prima persona ad operare quel cambiamento.

E se non è una straordinaria novità questa, non so proprio cosa potrebbe esserlo.
 

giovedì 19 novembre 2015

Nessuno deve rimanere indietro


 

Nessuno deve rimanere indietro

L'Italia deve essere, prima di ogni altra cosa, una comunità. In una comunità, tra i valori più importanti vi è il senso di solidarietà. Il cittadino deve essere il centro della politica. La sua stella polare. Va garantita a tutti una vita dignitosa e, se possibile, la felicità. Il primo articolo della nostra Costituzione dovrebbe esprimere il diritto alla felicità. Ognuno vale uno quando contribuisce al benessere comune. Lavoriamo per pagare le tasse. Il nostro tempo, la nostra vita vengono trasformati in capitoli di spesa delle Finanziarie. Ebbene, questi soldi, nostri soldi, devono essere utilizzati cambiando radicalmente le priorità. La salute, la scuola, le pensioni, la protezione sociale, l'ambiente, il recupero del tempo per vivere, queste sono le priorità. Non gli armamenti, le grandi opere pubbliche inutili, le missioni di guerra o i finanziamenti a partiti e giornali, alle banche, le pensioni d'oro. Bisogna riavvolgere il nastro e ritornare a un senso di umanità. Non è una gara in cui vince il più forte, siamo una comunità che si deve occupare di tutti e abbiamo una grande opportunità, scrivere, ognuno di noi nel suo piccolo, la storia di questo paese, non molliamo ora. In alto i cuori





lunedì 16 novembre 2015

Casa, la fregatura dietro la propaganda sull'addio alla Tasi



                                                           
Sta venendo giù pezzo dopo pezzo il castello di carte della propaganda sull'abolizione della tassa sulla prima casa. Le bugie hanno sempre le gambe corte e basta leggere con attenzione il testo della legge di Stabilità per capire che siamo di fronte alla solita truffa.
Avete presente un lavoratore che si trasferisce in un'altra città per motivi professionali? Basta prendere il caso degli oltre 7mila insegnanti costretti a spostarsi per colpa della lotteria delle cattedre messa in piedi dalla riforma del governo. Bene, il lavoratore in trasferta che affitta casa propria per sbarcare il lunario, continuerà a pagare la Tasi e ci pagherà sopra anche l'Imu, perché quell'immobile sarà considerato seconda casa.
E che dire degli anziani e i disabili che risiedono in case di cura o di riposo? Anche loro, se mettono in affitto l'immobile di proprietà che hanno lasciato, sono costretti a pagare.
Infine c'è il caso di due persone che hanno un immobile in comproprietà. Se uno dei due deve trasferirsi in un'altra città, dice la legge di Stabilità, pagherà sulla propria casa Imu e Tasi per la sua quota, come fosse una seconda casa per metà.
Queste sono le fregature nascoste dietro la cartapesta della propaganda. Il M5S continuerà a lottare in Parlamento contro una politica che colpisce soltanto i più deboli.




venerdì 13 novembre 2015

Pensioni, ultime novità precoci, autonomi e usuranti: 3 nuovi emendamenti del M5S

Legge di Stabilità 2016, la mini riforma pensioni negli emendamenti presentati dal Movimento 5 Stelle

L'aumento delle pensioni minime e il taglio alle pensioni d'oro, la risoluzione della questione del pensionamento degli insegnanti della Quota 96 scuola, nuove misure per i lavoratori precoci e il ripristino del fondo per la pensione anticipata dei lavoratori impegnati in lavori usuranti. Sono queste le proposte di riforma pensioni che il Movimento 5 Stelle chiede di introdurre nella legge di Stabilità 2016. Dopo la proposta per l'aumento degli assegni più bassi da finanziare con l'abolizione dei vitalizi e le riduzione degli assegni d'oro e l'ordine del giorno che ha impegnato il Governo Renzi su Quota 96 scuola, ecco altre tre proposte sulle pensioni dei pentastellati in Parlamento.

Lavori usuranti, ripristino fondo ad hoc

Il Movimento 5 Stelle, tra gli emendamenti su previdenza e lavoro alla legge di Stabilità 2016, propone di ripristinare una quota delle risorse economiche tolte dall'esecutivo dal Fondo per i lavori usuranti. Lo stesso aveva chiesto nei giorni scorsi il presidente della commissione Lavoro, Cesare Damiano, della minoranza PD. Ci sarà un voto "trasversale" su questa proposta? Ancora è tutto da vedere. Intanto, la proposta del M5S, messa nero su bianco, consentirebbe di ripristinare una parte delle somme sottratte dal Fondo usuranti che offre la possibilità di accedere in anticipo alla pensione ai lavoratori impegnati in lavori pesanti e faticosi. I parlamentari pentastellati prevedono per questo emendamento una copertura finanziaria di 250milioni di euro da recuperare dal taglio dei fondi per interventi strutturali di politica economica e per gli ammortizzatori sociali.

Pensioni, tutele per lavoratori precoci

Sulla mini riforma pensioni nella manovra di bilancio i pentastellati al Senato propongono anche il ripristino della pensione anticipata a 58 anni piuttosto che a 67 per 100mila lavoratori precoci di Ntv e Trenitalia. Secondo i senatori M5S si riparerebbe con questa misura a un errore tecnico della legge Fornero. Un intervento che costerebbe 1,8 miliardi che il Movimento 5 stelle suggerisce di recuperare dai tagli alle spese dei ministeri, dall'aumento delle tasse sui giochi d'azzardo, e dai tagli al fondo per gli interventi politico-economici strutturali.

Autonomi, contributi Inps anche nel 2017


Il Movimento 5 Stelle a Palazzo Madama ha proposto anche di bloccare anche nel 2017 il contributo dell'Inps per i lavoratori autonomi. Diversamente da quanto stabilito dall'esecutivo (29% nel 2017), il gruppo parlamentare M5s al Senato propone di bloccare l'aliquota contributiva per la gestione separata Inps al 27% nei prossimi 2 anni. Un'operazione che costerebbe 50milioni di euro da recuperare, secondo i grillini, da una ulteriore riduzione delle spese per i ministeri.



giovedì 12 novembre 2015

Avete ancora delle vecchie lire in casa? Ora forse si potranno cambiare.

Sì, no, forse è possibile. Questo lo strano balletto di risposte che stanno ricevendo gli italiani che in questi giorni stanno chiedendo a banche e Poste come si possano cambiare le banconote e le monete in lire che hanno ancora conservato in casa sparse tra cassetti e comò. Tutto nasce dalla sentenza della Corte Costituzionale che il 5 novembre scorso – accogliendo il ricorso di un gruppo di risparmiatori – ha bocciato la norma del Salva Italia del governo Monti (legge 201/2011 art. 26) che anticipava al 6 dicembre 2011 il termine ultimo per poter convertire le vecchie lire in euro, quando la legge del 2002 (introdotta per gestire l’introduzione dell’euro) fissava invece al 28 febbraio 2012 la fine del diritto di cambio.
In altre parole, la Consulta – proprio come è accaduto la scorsa estate con il blocco degli assegni previdenziali deciso sempre dal governo dei professori – ha dichiarato illegittimo un provvedimento nato come misura anticrisi. Anticipando, infatti, di tre mesi la prescrizione della lira, il provvedimento aveva fatto risparmiare allo Stato una cifra stimata tra 1,2 e 1,6 miliardi di euro che, invece di finire nelle tasche degli italiani in possesso delle lire, furono versate da Bankitalia in tre rate nella casse statali per concorrere alla riduzione del debito pubblico. “Ma il fatto che al momento di entrata in vigore del decreto Salva Italia – ha spiegato la Cassazione – fossero già trascorsi 9 anni e 9 mesi dalla cessazione del corso legale della lira non è idoneo a giustificare il sacrificio della posizione di coloro che, confidando nella pendenza del termine originariamente fissato dalla legge, non avevano ancora esercitato il diritto di conversione”.A questo punto la sentenza ha un’immediata conseguenza: la riapertura di una nuova finestra di circa tre mesi durante i quali gli italiani possono tornare nelle filiali della Banca d’Italia e chiedere la conversione di una moneta che in pratica non valeva più nulla ed era considerata carta straccia fino alla scorsa settimana. Proprio come stanno spiegando quasi tutte le associazioni dei consumatori. Peccato, però, che tra il dire e il fare ci sia di mezzo lo stesso veto di Bankitalia che ha smentito questa possibilità, spiegando in un comunicato – e ribadendolo anche a ilfattoquotidiano.it – che “sono in corso approfondimenti per definire le modalità con le quali eseguire la sentenza”. Al momento, quindi, “eventuali richieste di conversione non possono essere accolte”. Come è possibile, quindi, che di circa 300 milioni di banconote ancora in circolazione (secondo gli ultimi dati forniti a fine agosto 2012 dalla Banca d’Italia) non si sappia ancora come e dove cambiarle anche se per il massimo organo di garanzia costituzionale andrebbe fatto subito?
La sentenza della Corte Costituzionale non fornisce una soluzione, ma si limita a cancellare la norma. E al momento tutte le opzioni sono aperte: dalla riapertura di una finestra, alla limitazione del cambio solo per coloro che possano dimostrare di aver cercato di cambiare i titoli durante il periodo in cui questo era ancora consentito dalle norme iniziali.
La risposta si trova, quindi, in un mix di problematiche che vanno dalla solita lungaggine burocratica all’impatto sui conti pubblici con la mancanza di soldi cash per finanziare questa restituzione. Del resto che la coperta sia troppo corta è evidente facendo due conti: nel 2012 Bankitalia spiegava che tra le banconote non ancora restituite mancavano all’appello 196 milioni di pezzi da mille lire, 12 milioni da 100mila lire, 300mila da 500mila lire, 40,6 milioni da diecimila lire, 30,9 milioni da cinquemila e 21,6 milioni per il taglio da duemila. Un gruzzoletto che, euro in più euro in meno – calcolando anche l’enorme quantità di vecchie monete rovinate, perse o andate distrutte – secondo alcuni esperti ammonta a circa 2.500 miliardi di lire, pari a un miliardo e 300 milioni di euro, che ora lo Stato – con una semplice partita di giro – dovrebbe dare a Bankitalia per consentirgli di convertire le monete.
“Nel fare chiarezza rispetto ad informazioni devianti e fuorvianti, secondo le quali la sentenza della Corte Costituzionale sarebbe un optional per i possessori di lire in banconote e monete”, Adusbef e Federconsumatori, a sentenza ancora calda, hanno invitato “i cittadini che volessero convertirle, a recarsi da oggi e per circa tre mesi, in uno sportello della Banca d’Italia e pretendere il cambio in euro. Molti se ne saranno disfatti o vogliono collezionarla, ma i valori in lire ancora non rientrati, si aggirano tra 1,2 ed 1,4 miliardi di euro”.
“Peccato che – sottolinea Massimiliano Dona, segretario dell’Unione Nazionale Consumatori – di questi soldi non ci sia traccia e che le autorità competenti, in un rimpallo di responsabilità tra Bankitalia e ministero dell’Economia, stiano nicchiando dietro la scusa di necessari approfondimenti. Con un evidente risultato: il tempo passa e così potrebbe sfuggire l’opportunità per i possessori della vecchia moneta di richiedere la conversione”.
La sentenza della Consulta va, infatti, interpretata e la Banca d’Italia non può darle seguito autonomamente senza l’intervento del ministero dell’Economia che con un decreto attuativo dovrebbe spiegare come e per chi sarà possibile convertire le vecchie lire. “Ma forse – spiega invece Fabio Picciolini, responsabile ufficio studi e progetti di Adiconsum – potrebbe addirittura servire una legge, proprio come avvenne nel 2012 quando si chiese a Bankitalia, che ha solo un ruolo esecutivo, di consegnare allo Stato il miliardo e trecento milioni. Quella legge è, infatti, ancora in vigore e non è stata toccata dalla sentenza della Consulta”.
C’è, infine, un altro punto da chiarire: quando far partire i tre mesi messi a disposizione dalla Consulta per presentarsi agli sportelli bancari per cambiare le lire? Se venisse confermato che il countdown parte dal giorno di pubblicazione della sentenza, giovedì 5 novembre 2015, le possibilità dello Stato di tenersi il tesoretto aumenterebbero a dismisura.

Fonte Il Fatto Quotidiano

sabato 7 novembre 2015

Passiamo all'open source?

L'Italia pare voglia passare al software libero ed open source, basta leggere la nuova legge n. 124 del 7 agosto 2015 che all'art. 1, punto "i", incoraggia l'uso del software open source (codice sorgente aperto) ...

LEGGE 7 agosto 2015, n. 124

Ecco la pagina originale della Gazzetta Ufficiale:
                                   

Già nel 2012 col CAD (Codice di Amministrazione Digitale) si era fatto l'occhiolino al software libero:

Fonte: eupl.it


Ecco la Legge del 7 agosto 2012 n. 134 - Gazzetta ufficiale. Andate alla pagina 16, in alto a sinistra, punto 10.

 Che dire: che sia la volta buona?


venerdì 6 novembre 2015

Spandimento fanghi in agricoltura: allarme nelle provincie di Pavia e Lodi.


ALLARME SPARGIMENTO FANGHI NEL SUD DELLA LOMBARDIA: letteralmente massacrate le province di Pavia e Lodi. Il fenomeno è ormai fuori controllo, stante l'assenza di studi, monitoraggi e controlli capillari. E' in atto una vera e propria speculazione, un business che da anni sta ingrassando le tasche di pochi e, al contempo, svuotando quelle dei cittadini, dato che sono ALTISSIMI i costi per la collettività in termini sanitari e di compromissione dell’ambiente in cui viviamo. Solo in Provincia di Pavia vengono riversate circa 400.000 tonnellate di fanghi, il 20% della produzione annua nazionale e il 50% di quella dell’intera Lombardia! Oggi abbiamo presentato un'interrogazione all'Assessore Regionale all'Ambiente per chiedere una MORATORIA a nuovi impianti di trattamento dei rifiuti. 

Scarica qui l'interrogazione. 

L'INCHIESTA: Il bilancio di frane e alluvioni


Conferma l'Istat: "Siamo di fronte ad un impatto ambientale negativo in termini di irreversibilità della compromissione...
Posted by Massimo De Rosa on Giovedì 5 novembre 2015

mercoledì 4 novembre 2015

Disdetta del canone tv

 Innanzitutto chiariamo per quali apparecchiature si deve pagare il Canone tv

Con nota del 22 febbraio 2012 il Ministero dello Sviluppo Economico-Dipartimento per le Comunicazioni ha precisato cosa debba intendersi per “apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni” ai fini dell’insorgere dell’obbligo di pagare il canone di abbonamento radiotelevisivo ai sensi della normativa vigente (RDL 246/1938).

In sintesi, debbono ritenersi assoggettabili a canone tutte le apparecchiature munite di sintonizzatore per la ricezione del segnale (terrestre o satellitare) di radiodiffusione dall’antenna radiotelevisiva.
Ne consegue ad esempio che di per sé i personal computer, anche collegati in rete (digital signage o simili), se consentono l’ascolto e/o la visione dei programmi radiotelevisivi via Internet e non attraverso la ricezione del segnale terrestre o satellitare, non sono assoggettabili a canone.
Per contro, un apparecchio originariamente munito di sintonizzatore -come tipicamente un televisore- rimane soggetto a canone anche se successivamente privato del sintonizzatore stesso (ad esempio perché lo si intende utilizzare solo per la visione di DVD).

Riportiamo di seguito la tabella – elaborata dal Ministero - dove si elencano, a titolo esemplificativo, gli apparecchi atti ed adattabili, soggetti al pagamento del canone TV, e gli apparecchi che non lo sono in quanto né atti né adattabili alla ricezione del segnale radiotelevisivo.



Va precisato che per i canoni ordinari in ambito familiare la detenzione esclusiva di apparecchi radio non comporta il pagamento del canone.

Il testo integrale della nota del Dipartimento Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico è possibile scaricarlo in formato pdf nel link sottostante.

Clicca per il testo integrale


Disdetta del canone tv

La disdetta del canone tv, si realizza esclusivamente al verificarsi dei seguenti eventi (ai sensi dell' art. 10 R.D.L. 21.2.1938 n. 246):

- per cessione di tutti gli apparecchi tv detenuti
- per alienazione (ad es. rottamazione, furto o incendio) di tutti gli apparecchi tv detenuti

La disdetta del canone tv, a seguito dei casi sopra descritti, denunciata entro il 31 dicembre dispensa dal pagamento dal 1 gennaio dell’anno successivo.

domenica 1 novembre 2015

Molestie olfattive a Capriate San Gervasio, possibile aderire alle operazioni di segnalazione sino al 14 Novembre

Le operazioni di monitoraggio per la questione odori molesti slittano di 15 giorni per cui l'inizio è previsto per il 15 Novembre 2015 e fino al 15 Febbraio 2016.

Si accettano ulteriori disponibilità entro la data del 14 Novembre 2015.
Tutti i cittadini interessati alle segnalazioni sono invitati a partecipare alle operazioni di monitoraggio inviando entro il 14 Novembre la loro disponibilità all’Ufficio Ecologia e Lavori Pubblici. Per chi fosse interessato può scaricare il modulo da compilare per poter partecipare alle operazioni di monitoraggio.

Clicca qua per scaricare la documentazione e il modulo per l'adesione.


Reddito di cittadinanza - Nessuno deve rimanere indietro.

Disegno di legge sul reddito di cittadinanza
Clicca sull'immagine per scaricare il testo completo
Il reddito di cittadinanza è presente in tutti i Paesi d'Europa, fatta eccezione per la Grecia, l'Ungheria e appunto l'Italia.
Il reddito di cittadinanza è una misura che tutela e restituisce dignità ai cittadini più deboli: è destinato ai disoccupati e a coloro che percepiscono un reddito di lavoro o una pensione inferiori alla soglia di povertà.
L'importo massimo è di 780 euro mensili a persona (9.360 euro l'anno), che variano a seconda del reddito che già si percepisce e a seconda dei componenti del nucleo familiare. La platea che potrà usufruirne ammonta a circa 9 milioni di italiani.
Ma l'integrazione del reddito non sarà fine a se stessa. Accanto a questa, infatti, prevediamo misure per l'inserimento nel mondo del lavoro e nella società, attraverso specifici percorsi di orientamento, di formazione professionale e di accompagnamento che aiuteranno i disoccupati a rientrare nel mondo del lavoro.
Finanziare il reddito costa quasi 17 miliardi di euro, che si possono finanziare con l'aumento della tassazione dei giochi d'azzardo, l'aumento delle tasse alle grandi imprese del petrolio e del gas, una vera riduzione dei costi della pubblica amministrazione e dei costi della politica (riduzione delle indennità parlamentari, eliminazione enti inutili, taglio agli affitti della P.A., taglio alle spese di consulenza della P.A., taglio auto blu, taglio alle pensioni d'oro e divieto di pensioni cumulative).

Il nostro impegno non si ferma al Parlamento italiano. A gennaio 2014 abbiamo presentato una risoluzione al Consiglio d'Europa per introdurre il reddito di cittadinanza universale, garantire a tutti dignità e rafforzare i diritti sanciti nella Carta Sociale Europea. Il testo è stato già sottoscritto da 18 parlamentari di altri 5 Paesi e a settembre prossimo inizierà la discussione.

Nessuno deve rimanere indietro.