mercoledì 16 dicembre 2015

Comuni e Regioni hanno un'occasione d'oro. I fondi europei possono essere usati per bonificare l'amianto dagli edifici pubblici.



Comuni e Regioni hanno un'occasione d'oro. I fondi europei possono essere usati per bonificare l'amianto dagli edifici pubblici. Come denunciato dal Movimento 5 Stelle l'amianto non è stato ancora rimosso dal 98% degli edifici pubblici e dei luoghi di lavoro in cui è presente. Tetti, tegole, pavimento dei cortili, protezioni da calore sono una minaccia alla salute degli italiani. Negli ultimi 20 anni le vittime di mesotelioma (il cancro dell'amianto) sono state 21.463. Considerando i tumori a polmoni, laringe, esofago e testicoli i decessi totali superano le 30 mila unità. Solo le bonifiche possono salvare le vite umane.
L'Europa adesso tende una mano a Comuni e Regioni. Nell'accordo di partenariato Italia-Ue per la programmazione dei fondi 2014-2020 si prevede la possibilità di smaltire l'amianto e ristrutturare il patrimonio edilizio, anche con finalità di risparmio energetico. Tutti gli enti locali e regionali devono attivarsi per sfruttare questa possibilità che finora era stata esplorata solo in minima parte. Il disco verde è arrivato dalla Commissione europea che, in risposta a una interrogazione presentata dal portavoce Ignazio Corrao, ha aperto all'uso dei Fondi strutturali e d'investimento europei, in gestione concorrente, per sostenere la rimozione di amianto dagli edifici, purché, dice la Commissaria Cretu, sussistano evidenti legami con le priorità di investimento elencate nei programmi nazionali o regionali. Nonostante, dunque, sia stato concesso all'Italia di prevedere la rimozione dell'amianto tramite bandi appositi nei diversi Programmi Operativi a valere sul FESR, sono ancora pochissimi i Comuni in cui la mappatura degli edifici con amianto è stata completata. Un uso intelligente ed ecosostenibile dei fondi è un mezzo per arginare i rischi legati alla salute, ma anche per favorire la crescita occupazionale e ridurre il consumo di suolo.
Il Parlamento europeo, lo scorso 25 novembre, grazie a due emendamenti presentati dai portavoce del Movimento 5 Stelle - Laura Agea, Tiziana Beghin, Rosa D'Amato e Piernicola Pedicini - ha bacchettato l'Italia che dell'amianto se ne frega. Nel primo, si chiede alla Commissione europea di finanziare con fondi adeguati i piani d'azione nazionale e la rimozione dell'amianto. Nel secondo, si chiede che tutti gli Stati membri facciano un censimento vero, conformemente alla direttiva europea approvata nel 2009, e risarciscano i lavoratori vittime dell'esposizione all'amianto.
Se non fosse chiaro, ci sono i soldi per rimuovere l'amianto. Basta solo volerlo.




VIDEO. I portavoce al Parlamento europeo Ignazio Corrao e Rosa D'Amato spiegano come cogliere l'opportunità dei fondi europei. Per l'amianto, ma non solo.


                                         

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