- #InformazioneFormazioneAzione - Prossimo banchetto il 16/12/2017 con i nostri candidati alla Regione Lombardia -

mercoledì 30 dicembre 2015

Inquinamento, la Pianura Padana è peggio della Terra dei Fuochi

L’impatto sull’ambiente e sulla salute del cambiamento climatico e dell’inquinamento atmosferico sono stati negli ultimi anni al centro dell’attenzione dei ricercatori, dei cittadini e dei governi della Unione Europea. I trasporti e il riscaldamento domestico sono responsabili di inquinanti di interesse tossicologico che destano molta preoccupazione in termini di impatto sanitario a causa dell’elevato numero di persone esposte, in ambito urbano ed extraurbano. Inoltre, le emissioni di tipo industriale contribuiscono a peggiorare ulteriormente la qualità dell’aria, prevalentemente nelle aree periferiche.


I principali inquinanti di interesse sono il particolato atmosferico (soprattutto la sua frazione fine, il PM2.5 ), il biossido di azoto (NO2) e l’ozono (O3) associati in modo inequivocabile ad effetti sanitari quali l’aumento di sintomi respiratori, l’aggravamento di patologie croniche cardiorespiratorie, il tumore polmonare, l’aumento della mortalità e la riduzione della speranza di vita.

lunedì 28 dicembre 2015

La valle dell’Adda investita dal gas radon

Gli studenti della scuola superiore “Villa Greppi” di Lecco hanno elaborato una mappa con le loro rilevazioni. E hanno svelato come il gas sia presente anche a Capriate San Gervasio.


La scuola che ha elaborato la mappa.

Qui trovate la piattaforma realizzata dagli studenti della scuola superiore “Villa Greppi”

Qui l'applicazione per Android


Le zone maggiormente colpite sono Vimercate. Roncello, Busnago, Cornate, Mezzago, Aicurzio, parte di Bernareggio e Ronco Briantino. E poi ancora un pezzo di Usmate, Lesmo e Camparada.

Il radon è un gas insapore, inodore e incolore proveniente dal decadimento dell’uranio presente nelle rocce, nel suolo e nei materiali da costruzione, che uccide più dello smog o degli incidenti stradali. In Italia circa 3.300 persone all’anno, secondo i dati dell’Oms, muoiono per averne respirato inconsapevolmente quantità eccessive.

Il radon (Rn) è un gas radioattivo, naturalmente presente nell’ambiente in varie forme con numero atomico identico ma diversa massa atomica, dette isotopi. Durante il processo di decadimento degli isotopi del radon avviene l’emissione di particelle alpha radioattive. La componente di radioattività naturale è dovuta sia ai raggi cosmici sia alle emissioni radioattive dal suolo sia ad altre fonti.
Alla radioattività naturale cui la popolazione è esposta quotidianamente si somma l’esposizione a sorgenti artificiali di radiazioni, utilizzate in ambito medico, industriale, nella ricerca scientifica o legate all’impiego pacifico dell’energia nucleare o alla conduzione in passato di test nucleari in atmosfera.
Le concentrazioni di radon nell’aria indoor (case, scuole) sono generalmente più alte rispetto a quella nell’aria outdoor. Gli edifici maggiormente a rischio sono quelli costruiti su suoli di origine vulcanica o fortemente permeabili e che impiegano materiali da costruzione quali tufo, pozzolane, graniti. Il livello di radon raggiunto negli edifici dipende da numerosi fattori, tra i quali la tipologia di edificio e il numero di ricambi d’aria, che a sua volta dipende dal grado di ventilazione naturale o artificiale.

Vie di esposizione
La principale via di esposizione è quella inalatoria. Di per sé il radon, in quanto gas inerte, è poco reattivo e non si deposita sulle pareti dell’apparato bronco-polmonare ed è facilmente eliminabile per via respiratoria. Al contrario i prodotti di decadimento si depositano facilmente sulle pareti dei bronchi e dei polmoni e decadono emettendo radiazioni ionizzanti che possono colpire e danneggiare il DNA delle cellule. Meno rilevante l’esposizione per via orale, mediante ingestione di acqua contenente radon.

Effetti sulla salute umana
Gli effetti dell’esposizione al radon sono stati evidenziati prima di tutto tra i minatori di miniere sotterranee di uranio, nelle quali la concentrazione di radon arrivava a valori estremamente elevati. Tali studi hanno mostrato un aumento di rischio di tumore polmonare tra i minatori esposti ad alte concentrazioni di radon. Di conseguenza il radon è stato classificato dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) tra i cancerogeni per i quali vi è la massima evidenza di cancerogenicità. Successivamente studi epidemiologici anche sulla popolazione esposta al radon nelle abitazioni hanno mostrato un aumento del rischio di tumore polmonare proporzionale alla concentrazione di radon e alla durata dell’esposizione. Chiaramente il rischio è ancora maggiore nel sottogruppo dei fumatori.


LINK UTILI:
 
Il RADOM in Italia "Guida al Cittadino"

Mappatura RADON in Provincia di Bergamo

Dal sito della Regione Lombardia: prevenzione delle esposizioni al gas RADON in ambienti indoor

Tecniche di mitigazione per ridurre la concentrazione di RADON



sabato 26 dicembre 2015

Probema odori molesti: anche a Filago si inizia con il monitoraggio.

Dopo anni di preoccupazioni sull'ambiente, e visto le varie segnalazioni arrivate in Comune, tra qualche giorno inizia il monitoraggio del disturbo olfattivo anche nel comune di Filago. A Capriate San Gervasio il monitoraggio è attivo già da 15 novembre.



Fonte Gazzetta dell'Adda del 24 dicembre 2015


Plastica: 10 semplici suggerimenti per ridurre i rifiuti nella vita quotidiana

I prodotti di plastica monouso e gli imballaggi di plastica sono un vero e proprio simbolo della cultura dell'usa-e-getta imperante. Nella nostra vita quotidiana possiamo però mettere in pratica alcuni gesti davvero semplice per ridurre i rifiuti di plastica.

Le nostre scelte d'acquisto sono fondamentali da questo punto di vista. Se le aziende non si impegnano abbastanza per ridurre il volume degli imballaggi di plastica e degli imballaggi non riciclabili più in generale, possiamo optare per prodotti diversi e cambiare il nostro modo di fare la spesa. Ecco alcuni consigli utili e facili da mettere in pratica ogni giorno.




1) Evitare l'acqua in bottiglia

I carrelli del supermercato di molte famiglie sono ancora carichi di acqua in bottiglia. Le bottiglie di plastica rappresentano uno dei problemi principali per quanto riguarda i rifiuti dato che non sono completamente riciclabili. Le aziende stesse ammettono che le bottiglie di plastica non sono del tutto riciclabili e inoltre la fantomatica bottiglia di plastica riciclabile al 100% annunciata da poco da una nota multinazionale in realtà non esiste ancora sul mercato. Meglio allora scegliere l'acqua del rubinetto. Se ci sono problemi di potabilità dell'acqua di casa, optate piuttosto per le bottiglie in vetro. Quando siamo in viaggio o fuori casa, invece della classica bottiglietta di plastica dovremmo portare con noi una borraccia.

2) Usare borse di stoffa per la spesa

Sembra uno dei consigli più semplici da mettere in pratica ma non tutti se ne ricordano. Per ridurre qualsiasi tipo di rifiuto basato sull'utilizzo di sacchetti monouso è fondamentale portare con noi delle borse della spesa riutilizzabili e facilmente lavabili come le borse di stoffa, che resistono a lungo e si possono riutilizzare per anni. Se in casa abbiamo della vecchia stoffa e sappiamo cucire, le possiamo realizzare facilmente da soli con un risparmio in più.

3) Non comprare piatti e bicchieri monouso


Si tratta di una scelta molto importante per ridurre i rifiuti di plastica. Non parliamo del loro utilizzo occasionale, che magari per necessità può capitare un paio di volte all'anno, ma di chi sistematicamente acquista piatti e bicchieri di plastica monouso quando potrebbe utilizzare senza problemi le normali stoviglie lavabili. Riflettiamo sulle nostre scelte: di piatti, bicchieri e posate usa-e-getta possiamo davvero fare a meno.

4) Scegliere contenitori riutilizzabili

Un altro modo intelligente per ridurre i rifiuti di plastica è la scelta di contenitori lavabili e riutilizzabili per trasportare e conservare i cibi. In questo modo avremo a disposizione degli oggetti davvero duraturi che ci permetteranno, ad esempio, di portare con noi facilmente il pranzo al lavoro o di conservare i cibi in frigorifero senza produrre rifiuti.

5) Dire no alle cannucce

C'è una tipologia di rifiuti di plastica a cui forse non prestiamo sufficiente attenzione: si tratta delle cannucce. Sono tra gli strumenti che hanno vita più breve. Chi entra in un bar e ordina una bibita o un succo di frutta probabilmente si troverà ad utilizzare una cannuccia che finirà tra i rifiuti in pochi minuti. Possiamo decisamente farne a meno. E se in casa prepariamo succhi e frullati e preferiamo berli con la cannuccia, esiste la possibilità di acquistare cannucce riutilizzabili. Ad esempio, potreste scegliere delle cannucce in vetro.

6) Scegliere i pannolini lavabili

Uno dei passi principali che un genitore può compiere per ridurre i rifiuti di plastica è la scelta dei pannolini lavabili. Questi pannolini sono riutilizzabili, permettono di risparmiare denaro e soprattutto di pesare meno sul Pianeta. All'inizio l'investimento può sembrare oneroso ma esistono delle alternative come le Pannolinoteche, che permettono di prendere in prestito i pannolini lavabili per il tempo che vi è necessario.

7) Limitare i cibi con imballaggi in plastica

Questa è probabilmente una delle sfide più difficili da affrontare: evitare o almeno limitare i prodotti con gli imballaggi in plastica. Parliamo soprattutto di merendine, formaggi confezionati, biscotti, prodotti surgelati e affini. Alcuni imballaggi, con particolare riferimento a quelli dei biscotti e della frutta secca, contengono materie plastiche miste e non sono riciclabili. Controllate bene sulle confezioni e scegliete il più possibile prodotti alimentari che abbiano imballaggi riciclabili, ad esempio in carta, cartone o vetro.

8) Preparare in casa succhi e frullati

Le bottiglie di plastica non contengono soltanto acqua naturale o gassata ma anche succhi e frullati. Se di solito acquistate succhi in bottiglie di plastica potete provare a sostituirli con succhi e frullati da preparare in casa a partire dalla frutta fresca. Saranno più buoni, più salutari e vi permetteranno di ridurre i rifiuti.

9) Fare la spesa nei negozi di prodotti sfusi


Se avete la possibilità di fare la spesa in un negozio di prodotti sfusi presente nella vostra città, non perdete questa buona abitudine. Potrete acquistare davvero molti prodotti senza imballaggio, a partire dalla pasta e dal riso. Nei negozi di prodotti sfusi e alla spina troverete anche cereali per la colazione, legumi secchi per le zuppe, frutta secca e essiccate, cosmetici e detersivi senza imballaggi di plastica.

10) Preferire l'autoproduzione

Nel vostro piccolo, anche se non avete molto tempo a disposizione, quando potete cercate di preferire i prodotti preparati in casa a partire da semplici materie prime da acquistare sfuse al mercato o che provengono direttamente dal vostro orto. L'autoproduzione si estende anche a detersivi, cosmetici, realizzazione di giocattoli e di altri oggetti che non comprendano la plastica. Anche da questo punto di vista ognuno può fare davvero la differenza.

mercoledì 23 dicembre 2015

Auguri di Natale e Felice Anno Nuovo


Il gruppo Amici di Beppe Grillo Capriate San Gervasio augura i più sinceri auguri di Natale e Felice Anno Nuovo a tutti e ringrazia le cittadine e i cittadini che quest'anno ci hanno sostenuto ai banchetti e seguiti sul nostro Blog e sui nostri social.
Non ci resta quindi che prepararci per l'anno nuovo con nuovi banchetti ed iniziative, convinti che siamo all'alba di una nuova rinascita. In alto i cuori e a riveder le stelle.

lunedì 21 dicembre 2015

Le 44 aree d’Italia più inquinate e a rischio tumori.

44 aree del Paese inquinate oltre ogni limite di legge. Nelle aree più contaminate i tumori sono aumentati anche del 90% in soli dieci anni. Si attende dal 1996 una bonifica che non arriva, mentre aumenta la mortalità a causa del crescente inquinamento industriale. 6 milioni di persone esposte a rischio malattie e sono sempre maggiori i casi di cancro alla tiroide e tumore alla mammella che possono essere innescati appunto da metalli pesanti e ioni radioattivi. Ecco il dossier del giornalista Gianni Lannes sulla questione.

domenica 20 dicembre 2015

Basta fare le cavie della Monsanto!

Il glifosfato è il diserbante più utilizzato nel mondo, che studi scientifici hanno dimostrato probabilmente cancerogeno. Dietro alla sua produzione si celano impressionanti interessi economici legati alla Monsanto.

Nonostante i rischi palesi per la salute umana, in Italia non si fanno rilievi sulla presenza di glifosato, un erbicida che, va ricordato, è ben lontano dall'essere selettivo e si trova anche nel verde pubblico e, in misura massiccia, nelle acque. L'unica eccezione è la Lombardia, dove dei rilevamenti effettivamente sono stati fatti. Ne avete sentito parlare? No, perché i risultati sono inquietanti.

I rilievi effettuati in Lombardia dicono che la sostanza è presente nel 31,8% dei punti di monitoraggio delle acque superficiali e il suo metabolita, AMPA, nel 56,6%. Glifosato e AMPA sono fra le sostanze che più determinano il superamento degli SQA (Standard di Qualità Ambientale) nelle acque superficiali: AMPA in 155 punti (56,6% del totale), glifosato in 85 punti (31% del totale). Meno frequente è la presenza nelle acque sotterranee, dove il glifosato è presente oltre il limite in 2 pozzi e l'AMPA in 5 pozzi. A livello nazionale, su 1.469 punti di monitoraggio delle acque superficiali, 253 (17,2%) hanno livelli di concentrazione superiore agli SQA.

Eccolo il prezzo del glifosato. Questo è ciò che ci aspetta se non ci svegliamo! Un altro reato della Monsanto, con l'aiuto degli Stati Uniti e dei governi corrotti.

                   





mercoledì 16 dicembre 2015

Comuni e Regioni hanno un'occasione d'oro. I fondi europei possono essere usati per bonificare l'amianto dagli edifici pubblici.



Comuni e Regioni hanno un'occasione d'oro. I fondi europei possono essere usati per bonificare l'amianto dagli edifici pubblici. Come denunciato dal Movimento 5 Stelle l'amianto non è stato ancora rimosso dal 98% degli edifici pubblici e dei luoghi di lavoro in cui è presente. Tetti, tegole, pavimento dei cortili, protezioni da calore sono una minaccia alla salute degli italiani. Negli ultimi 20 anni le vittime di mesotelioma (il cancro dell'amianto) sono state 21.463. Considerando i tumori a polmoni, laringe, esofago e testicoli i decessi totali superano le 30 mila unità. Solo le bonifiche possono salvare le vite umane.
L'Europa adesso tende una mano a Comuni e Regioni. Nell'accordo di partenariato Italia-Ue per la programmazione dei fondi 2014-2020 si prevede la possibilità di smaltire l'amianto e ristrutturare il patrimonio edilizio, anche con finalità di risparmio energetico. Tutti gli enti locali e regionali devono attivarsi per sfruttare questa possibilità che finora era stata esplorata solo in minima parte. Il disco verde è arrivato dalla Commissione europea che, in risposta a una interrogazione presentata dal portavoce Ignazio Corrao, ha aperto all'uso dei Fondi strutturali e d'investimento europei, in gestione concorrente, per sostenere la rimozione di amianto dagli edifici, purché, dice la Commissaria Cretu, sussistano evidenti legami con le priorità di investimento elencate nei programmi nazionali o regionali. Nonostante, dunque, sia stato concesso all'Italia di prevedere la rimozione dell'amianto tramite bandi appositi nei diversi Programmi Operativi a valere sul FESR, sono ancora pochissimi i Comuni in cui la mappatura degli edifici con amianto è stata completata. Un uso intelligente ed ecosostenibile dei fondi è un mezzo per arginare i rischi legati alla salute, ma anche per favorire la crescita occupazionale e ridurre il consumo di suolo.
Il Parlamento europeo, lo scorso 25 novembre, grazie a due emendamenti presentati dai portavoce del Movimento 5 Stelle - Laura Agea, Tiziana Beghin, Rosa D'Amato e Piernicola Pedicini - ha bacchettato l'Italia che dell'amianto se ne frega. Nel primo, si chiede alla Commissione europea di finanziare con fondi adeguati i piani d'azione nazionale e la rimozione dell'amianto. Nel secondo, si chiede che tutti gli Stati membri facciano un censimento vero, conformemente alla direttiva europea approvata nel 2009, e risarciscano i lavoratori vittime dell'esposizione all'amianto.
Se non fosse chiaro, ci sono i soldi per rimuovere l'amianto. Basta solo volerlo.




VIDEO. I portavoce al Parlamento europeo Ignazio Corrao e Rosa D'Amato spiegano come cogliere l'opportunità dei fondi europei. Per l'amianto, ma non solo.


                                         

Fonte

lunedì 14 dicembre 2015

#Redditodicittadinanza: quello del M5S convince anche l’Istat


Il disegno di legge del Movimento 5 Stelle sul Reddito di Cittadinanza è in discussione in Commissione lavoro al Senato dallo scorso mese di gennaio. Attualmente il provvedimento si trova nella fase di Comitato ristretto, ovvero, nella fase nella quale vengono analizzate tutte le proposte di legge che sono state presentate al riguardo dai diversi partiti politici, al fine di elaborare un testo unificato da portare al voto in aula.

Al momento ci sono 3 proposte di legge: la prima depositata è quella del M5S, la seconda è di Sel e la terza, ultima ad essere presentata in ordine di tempo, è del Pd.

Il Comitato ristretto incaricato di approfondire i disegni di legge presentati, ha chiesto all’ISTAT di elaborare una relazione (qui il documento originale:ISTAT_PROVVEDIMENTI_REDDITO_MINIMO.pdf) dalla quale è emerso che la proposta più efficace per contrastare la povertà è quella del M5S.

Secondo l’ISTAT la misura del M5S è concentrata sulle famiglie più povere, non vi è dispersione a favore dei non poveri, essendo la spesa interamente destinata a 2 milioni e 760 mila famiglie povere.

La maggiore percentuale di beneficiari sul totale si osserva fra le coppie con figli minori (13,2% delle famiglie beneficiarie) e, soprattutto, fra i monogenitori con almeno un figlio minore (30% delle famiglie beneficiarie). In pratica, la proposta del M5s riesce, secondo l’Istituto di Statistica, ad azzerare la povertà (reddito inferiore al 60%) in tutte le ripartizioni geografiche, con un impatto maggiore nel Mezzogiorno. Il costo della misura è di 14,9 miliardi di euro.

sabato 12 dicembre 2015

Banche a rischio: come difendersi dal Bail in

Il Cet1 è l'indicatore più importante da considerare

A partire dal 1° gennaio 2016, l’eventuale crisi di una banca verrà risolta con il nuovo meccanismo detto “bail-in”: il salvataggio dell’istituto di credito, cioè, non avverrà più con soldi pubblici dello Stato e/o delle banche centrali (come è stato sino a oggi), bensì attraverso la riduzione del valore delle azioni e di alcuni crediti (come quelli dei correntisti che abbiano depositato più di 100mila euro) o la loro conversione in azioni, per assorbire le perdite e ricapitalizzare la banca in misura sufficiente a risolvere la crisi e a mantenere la fiducia del mercato. Si è parlato di ‘prelievo forzoso’, e certo il recente caso delle quattro banche salvate per decreto, anche se ancora al di fuori delle procedure legate al bail-in, ha suscitato non poche polemiche, e fatto intuire che il rischio aumenta all’aumentare dei problemi finanziari dei vari istituti di credito.
Non tutti i risparmiatori avranno tempo e competenze per leggere i bilanci della propria banca, ma qualche precauzione può essere presa da tutti. Per esempio, un indicatore divenuto importante per rilevare lo ‘stato di salute’ di un istituto bancario è il Common equity tier 1 (Cet1), indicatiore che rapporta il patrimonio netto della banca (capitale sociale più riserve) ai rischi assunti, ovvero si misura il totale delle attività poderate per il rischio.
Le norme europee prevedono come ‘pavimento minimo’ per le banche un Cet1 Ratio dell’8%, che equivale a dire che una banca può effettuare investimenti (finanziamenti, prestiti, mutui,investimenti su titoli ecc) ponderati per il rischio superiori a 12,5 volte il capitale proprio. Più questo indicatore è elevato, maggiore dovrebbe essere la solidità dell’istituto, ovvero lacapacità di affrontare eventuali scenari negativi. In generale un livello sotto il 9% non è considerato sufficiente, e sotto l’8% è assolutamente a rischio.

Vediamo nella tabella seguente lo stato di salute delle principali banche operanti in Italia (Dati da ‘Il Fatto Quotidiano).







lunedì 7 dicembre 2015

Il vento sta cambiando.


Il vento sta cambiando. Oggi esiste un gruppo di persone VERAMENTE INTERESSATE al bene comune, al bene di tutti, e non più solo al proprio.
E’ difficile da credere, dopo tutti questi anni passati ad ingoiare delusioni, ma OGGI, ORA (finalmente il Presente!) c’è qualcuno che si batte per noi, per il “cittadino comune”, qualcuno che si erge in difesa dei nostri DIRITTI.
Qualcuno che professa ONESTÀ e, incredibile ma vero, MANTIENE LA PROMESSA FATTA.
Qualcuno che vuole Trasparenza, ED E’ IL PRIMO A MOSTRARLA E MOSTRARSI.
Qualcuno che chiede Equità e DA’ L’ESEMPIO TOGLIENDOSI LO STIPENDIO IN ECCESSO!
Qualcuno che dice di volere aiutare le famiglie e le imprese in crisi, e METTE A DISPOSIZIONE ANCHE IL PROPRIO STIPENDIO PUR DI AIUTARLE! Cose mai viste! Siamo sicuri che siano dei politici???


Certo ce n’è ancora di strada da percorrere, non si può cambiare tutto in pochi anni, soprattutto se si è all’opposizione e non si hanno il Dio Televisione e il Dio Denaro dalla propria parte.
Noi dobbiamo essere più forti di quei ladri potenti, dobbiamo agire nella legalità (a differenza loro, che vanno avanti imperterriti anche quando vengono condannati, sicuri che il loro sistema di falsità e potere non possa venire intaccato qualsiasi cosa facciano, di qualsiasi reato essi si macchino), dobbiamo agire nella democrazia, con il passaparola, dobbiamo agire con i pochi mezzi a disposizione. E anche se tutto ciò può apparire frustrante, impossibile, SE TUTTI CI UNIAMO sarà inevitabile riuscire a ribaltare le cose, a mettere in crisi quel sistema di potere che si fonda sulla falsità e l’inganno.
Come fare per convincere tutti? Come fare perché la verità raggiunga tutte le persone, bypassando i potenti mezzi mediatici, tv e giornali, che hanno tutto l’interesse a lasciarci nell’ignoranza? Parlando con loro. Direttamente.
Io credo sia possibile far breccia nelle persone, ottenere la loro attenzione, toglierle da quel ciclo continuo di disinteresse e apatia nei confronti di ciò che sta succedendo, che succede da anni, nel nostro Paese. E credo sia possibile farlo con mezzi democratici e pacifici, con moderazione, ma anche la giusta dose di sdegno a voce alta, ché quando ti colpiscono continuamente al cuore con menzogne ed azioni infide, risulta davvero difficile strozzare l’urlo in gola, incassare per l’ennesima volta e rispondere pacatamente a violenze che di pacato non hanno nulla. 

UNITEVI AL MOVIMENTO 5 STELLE che lotta ogni giorno per smascherare i nostri truffatori, per portare la verità agli occhi della gente, per dare una nuova speranza a persone che ormai hanno quasi gettato la spugna.

domenica 6 dicembre 2015

Energie rinnovabili, Italia al 27° posto

Mark Jacobson e Mark Delucchi, ricercatori del college americano, hanno analizzato ognuno dei 139 paesi che parteciperanno alla Cop 21 di Parigi e hanno stilato una classifica di quelli più vicini all'obiettivo dell'uso al 100% dell'energia 'green' entro il 2050. I due studiosi hanno anche ipotizzato la 'ricetta perfetta' per raggiungere la meta. Secondo lo studio, l'Italia dovrebbe puntare sul fotovoltaico. La strada per raggiungere il 100% della sostenibilità energetica entro il 2050 è ancora lunga. L’Italia si è piazzata solo al 27° posto nella classifica dei paesi più vicini alla realizzazione dell’obiettivo, fatta dall’Università di Stanford. Nello specifico, i ricercatori Mark Jacobson e Mark Delucchi hanno analizzato uno per uno i 139 paesi che partecipano alla Cop 21 di Parigi per capire quanto le energie rinnovabili sono utilizzate rispetto al consumo totale.

In testa alla classifica c’è la Norvegia (che nel 2014 ha raggiunto la quota del 67%), seguita dal Paraguay (54%) e dall’Islanda (39%), mentre Tajikistan (34%) e Portogallo (26%) si trovano al 4° e 5° posto. Le economie forti del vecchio continente, Francia (7,2%), Germania (6,7%) e Gran Bretagna (6,1%), occupano il 32°, 33° e 38° posto. Distanti Stati Uniti (4,2%) e Cina (3,4%), al 56° e 65° posto. In fondo alla classifica ci sono le potenze petrolifere Oman e Qatar, Singapore e all’ultimo posto Trinidad e Tobago (0%).
Nello studio dell’Università di Stanford, Jacobson e Delucchi hanno anche trovato la ricetta perfetta per ogni Paese per raggiungere l’obiettivo della piena sostenibilità energetica entro il 2050. Gli studiosi hanno prima calcolato la quantità di energia di cui ogni Paese avrà bisogno nel 2050 (elettricità, trasporti, riscaldamento, raffreddamento, energia, agricoltura) e poi hanno ipotizzato il modo in cui le rinnovabili potrebbero coprire la domanda, compresi costi e strategie.
 
L’Italia dovrebbe puntare fortemente sul fotovoltaico (77,7%) e investire nel settore dell’energia eolica onshore (11%) e idroelettrica (7,8%).

La ricerca mette in evidenza come con il raggiungimento della piena sostenibilità energetica, aumenterebbe l’efficienza energetica e quindi, nel 2050, diminuirebbero anche i consumi: nel caso dell’Italia, lo studio parla di un -34% rispetto all’uso corrente. Se il nostro paese seguirà la ‘ricetta’ di Stanford, secondo i ricercatori, ogni cittadino italiano risparmierà 486 dollari all’anno (circa 456 euro).

Dal punto di vista dell’occupazione, secondo le stime dell’Università americana, si creeranno 877.698 nuovi posti di lavoro.


sabato 5 dicembre 2015

Firma la petizione per abbassare le tasse scolastiche


L'università italiana è da troppo tempo ostaggio di politiche governative miopi, più attente al bilancio dello Stato che al futuro del Paese. Profonde disuguaglianze tra atenei, risorse sempre più esigue, scarsa attenzione all'innovazione e alla ricerca: sono solo alcuni dei problemi che affliggono il sistema universitario italiano e che la politica governativa negli ultimi anni ha aggravato.
Il MoVimento 5 Stelle mette al centro del rilancio del Paese l'istruzione e l'università: vogliamo un futuro basato sulla conoscenza libera, diffusa e accessibile.

FIRMA PER ABBASSARE LE TASSE UNIVERSITARIE

Il numero dei laureati, in Italia, è tra i più bassi d'Europa, a fronte di tasse d'iscrizione tra le più alte. Queste situazione disincentiva il proseguimento degli studi.
Oggi molti giovani non hanno la possibilità di frequentare l'università:
per invertire questa tendenza lanciamo una raccolta di firme tra gli studenti. L'obiettivo è quello di spingere il governo a non ostacolare più i lavori del Parlamento sulla nostra proposta di legge, con la quale vogliamo riformare il sistema di tassazione universitaria.
Tutte le firme raccolte entro il 31 dicembre saranno poi consegnate al Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca.
Più firme porteremo, più forti saranno le nostre rivendicazioni!

 Leggi la proposta

Scarica il kit

Fonte

venerdì 4 dicembre 2015

La mappa dell’esodo dei migranti verso l’Europa

L’Europa sta vivendo la crisi più grande causata dalla migrazione dei rifugiati dai tempi della seconda guerra mondiale. In questa mappa animata, realizzata dal sito lucyfy.com, si vede il flusso degli spostamenti dei richiedenti asilo verso l’Europa a partire dal 2012. Ogni punto in movimento sulla mappa rappresenta 25 persone. I dati sono forniti dalle Nazioni Unite. Dall’aprile 2011 all’ottobre 2015 sono arrivati in Europa circa 700 mila siriani, stringendoli gli uni agli altri riempirebbero 10 campi da calcio. Ma solo una piccola frazione di rifugiati siriani ha scelto l’Europa, la larga parte non si è allontanata dai confini: sono 4 milioni gli occupanti dei campi profughi allestiti in Turchia, Libano, Iraq, Egitto e Nord Africa. In questo caso i campi da calcio sarebbero 61.
Clicca sull'immagine e aspetta il caricamento per vedere l'animazione

martedì 1 dicembre 2015

Cercasi attivisti 5 stelle, liberiamo il nostro futuro e quello dei nostri figli da questi "ladri di futuro "

Forse avete votato il MoVimento 5 Stelle perchè è diverso, forse l’avete votato perchè volevate mandare a casa tutti, forse l’avete votato per protesta, forse l’avete votate perchè credete nel programma, forse l’avete votato per altri motivi o forse non l’avete votato.
In ogni caso, l’idea fondamentale che sta alla base del M5S è la partecipazione attiva dei cittadini alle scelte di cui questo paese ha bisogno, sia a livello locale che nazionale: si vuole tendere verso una democrazia diretta, in cui ognuno possa realmente esprimere le proprie opinioni e possa contribuire allo sviluppo concreto della società. Tutti hanno qualche esperienza, qualche idea piccola o grande che può aiutare la collettività.
Non ci si può aspettare che i “politici” o altri si accorgano da soli dei nostri bisogni, dobbiamo essere noi a far sentire le nostre necessità e a farci valere democraticamente per ottenere qualche risultato utile.

Tutti quindi possono contribuire al bene del paese, e penso sia dovere di tutti fare del proprio meglio per questo: non tutti abbiamo capacità e conoscenze da grande statista, giurista od economista, però tutti possiamo partecipare attivamente per far sentire la nostra voce!

Unisciti a noi rispondendo al nostro appello qui sul nostro sito o mandando una mail a capriatesg5stelle@gmail.com

Ti aspettiamo!